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The Heavy Countdown #6: Chevelle, Through Fire, Letlive, Sick Puppies

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1
Chevelle – The North Corridor
La Gargola li aveva riportati pesantemente sul pezzo. L’ottavo disco invece li fa esplodere letteralmente in quello che è con ogni probabilità il disco più frontale e peso dei Chevelle da anni a questa parte. Classe e capacità superiori, al servizio della distorsione. Sai mai che a questo giro se ne accorgano anche da queste parti di quanto spacchino i (non più) ragazzi dell’Illinois.

2
Through Fire – Breathe
Dopo averci provato con gli Emphatic, Justin McCain prova a scrivere un nuovo capitolo cambiando nome e contratto alla sua band. Di sicuro c’è che il ritornello di Stronger è decisamente a fuoco ed è forse la cosa più coinvolgente che sentirete nei video YouTube presenti in questa pagina. Vale uno spin.

3
letlive. – If I’m The Devil
I letlive. provano a cambiare qualcosa per migliorare la propria posizione all’interno di una scena modern-rock inevitabilmente immobile da anni. Se poi sia una buona idea allargare lo spettro al soul, all’hip hop a qualche grammo di indie-punk (sentite Nu Romantics) lo si vedrà col tempo. Il ritornello di Good Mourning America intanto sembra dei Motley Crue. Ma c’è molto altro da scoprire in un lavoro sicuramente coraggioso e di rottura rispetto al passato.

4
Failure Anthem – First World Problem
La voglia ce l’hanno pure. E anche gli hook giusti nei ritornelli. Rock vitaminico da States standard s’intende, ma a differenza di altri prodotti questi son tre anni che aspettano di uscire sul mercato, sono grossi e hanno un po’ di pezzi piacevoli da ascoltare. Dategli una chance.

5
Sick Puppies – Fury
Loro son australiani ma di sicuro danno la birra a un sacco di rock band americane. Al quinto disco e con un nuovo vocalist, i Puppies si dimostrano degni di rispetto a capaci di incidere dei pezzi non da tramandare ai posteri, ma certamente solidi e coinvolgenti. Bastano i primi due pezzi di Fury per far capire che i ragazzi ci sanno decisamente fare. Non si sferraglia certo, la produzione è parecchio soft. Ma in questo contesto va bene così.

6
Decyfer Down – The Other Side Of Darkness
Christian rock anche qui, ma con una pacca superiore e dei ritornelli migliori. Se avete tempo provate loro, e lasciate stare per una i TFK. Fidatevi.

7
The Veer Union – Decade
Il tipo col crestone c’è ancora. La band ora è un po’ più dark e introspettiva di prima, i pezzi non sono granchè ma Crispin Earl canta decisamente meglio di altri colleghi. Forse gli servirebbe un songwriter per elevare un po’ dal piattume generalizzato la proposta di un gruppo che potrebbe ambire a qualcosa di più del semi-anonimato da radio rock americana.

8
Thousand Foot Krutch – Exhale
Qualsiasi fan del christian rock sa bene cosa aspettarsi da un nuovo disco di TFK. Questo, ovviamente, non fa eccezione. Otto album dopo, è difficile anche aspettarsi variazioni sul tema. Il pubblico è consolidato, loro non faticano a metter giù due riff e due melodie giuste. Perchè cambiare? Perchè dopo un po’ che due palle? Vero, ma non è un loro problema.

9
Adelitas Way – Getaway
Stanno anche diventando abbastanza apprezzati negli States gli Adelitas. Sebbene la proposta musicale si sia annacquata tantissimo standardizzandosi troppo a canoni sentiti migliaia di volte, il loro gradimento sembra comunque in salita. Forse questo è meglio di Stuck, nel complesso nulla di imprescindibile.

10
Devour The Day – S.O.A.R.
Ci provano ancora i Devour. La loro musica non decolla ancora, troppi clichè e soluzioni arcinote. Va bene per l’aperitivo. E sì che ai tempi degli Egypt Central qualcosa da salvare c’era eccome.

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