Dan Auerbach – Waiting On a Song

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Ci sono tante cose che Dan Auerbach può permettersi di fare a questo punto della sua carriera. Oltre a riuscire ad essere famoso nonostante il suo nome composto da vocali e consonanti disposte nel peggior modo possibile, può anche prodursi un album come “Waiting On a Song”.

Ha fondato la sua etichetta “Easy Eye Recording” e forte di un successo enorme della sua band The Black Keys e di un riconoscimento unanime diviso tra critica e pubblico delle sue capacità autoriali e compositive Dan fa tutto a casa sua per questo secondo disco solista, avvalendosi di molte firme illustri del genere country blues quasi a voler siglare ufficialmente quella che lui stesso definisce “una descrizione di tutto quello che amo nella musica”.

Una mappa del suo amore per la musica quindi, libero da qualsiasi costrizione commerciale e radicata profondamente nella tradizione rock americana che più classica non si può. Ma attenzione, l’approccio ossimorico ad una dichiarazione d’amore così impegnata e sentita si realizza con una contemporanea verve di leggerezza e melodia che rende “Waiting On a Song” un album riuscitissimo, che mixa perfettamente cultura musicale e piacevolezza nell’ascolto, forte di un appeal diretto e senza fronzoli. Chiamati a suggellare questo manifesto del rock classico firme illustri del genere come John Prine e Duane Eddy e il famigerato Mark Knopfler scelti come tutte le altre componenti del disco con il puro intento artistico ed emozionale.

Canzoni come la title track e “Shine On Me”, “Cherry Bomb” con il suo richiamo a Beck, “Stand By My Girl” che ricorda nel giro di piano un vecchio successo di Fat Boy Slim (giocate voi a ricordare quale) sono pezzi ideali per un viaggio estivo. Contraltare emotivo i brani più struggenti e riflessivi, come “King Of a One Horse Town” perfetto per una colonna sonora di un finale di film western, così come il sognante “Never In My Wildest Dreams”.

In generale tutte le canzoni suggeriscono un piacevole “già sentito” inafferrabile, un tributo alla musica che passa dalla musica stessa, un album lieve e colto che riesce a non perdere leggerezza di ascolto in nessuna nota e in nessuna emozione suggerita, pur offrendone una vasta gamma. Consiglio di non farvelo mancare nelle vostre giornate estive, così come nei vostri imbrunire e nei vostri viaggi, perché Dan Auerbach ha preparato per voi note adatte a qualsiasi scenario. Mettete “Waiting On a Song” alla prova.

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