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The Heavy Countdown #2: Dark Funeral, Aborted, Long Distance Calling

aborted-retrogore-2016

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1
Aborted – Retrogore
Mille cambi di line-up e un’identità solida come non mai: lo dimostra “Retrogore”, il nono album degli Aborted, e uno dei meglio riusciti della band belga. Un disco estremamente divertente, non solo per gli amanti del brutal death, ma anche per chi muove i primi timidi passi verso il genere, o anche solo per chi vuole passare una quarantina di minuti di goduria splatter. E poi con il rimando al B-movie “Dellamorte Dellamore” vincono tutto.

2
Dark Funeral – Where Shadows Forever Reign
Come riassumere in una sola parola “Where Shadows Forever Reign”? Coerenza. I Dark Funeral non si abbassano a sperimentare con l’ambient e l’elettronica, ma cementano il loro sound con una passione vera (e nera). Il sesto full length della band capitanata da Lord Ahriman vomita una quantità indicibile di riff potenti e blast beat come dalla migliore delle tradizioni. Unica pecca: non ci sono highlight. Ma è questo il prezzo da pagare se si vuole rimanere trve.

3
Long Distance Calling – TRIPS
Un’evoluzione continua quella dei Long Distance Calling, che partono dall’alt rock strumentale degli esordi per arrivare a flirtare pesantemente con il prog in “TRIPS”. Non lasciatevi ingannare dai synth e dal feeling ottantiano di “Getaway”, ma neanche dal sound rockeggiante di “Reconnect” e dalla power ballad “Rewind”, e via sperimentando tra alt rock e ritmi orecchiabili. La domanda sorge spontanea: ora che siamo al sesto disco, cosa ci regaleranno al prossimo giro?

4
Infestdead – Satanic Serenades
Chi apprezza una certa nicchia death metal anti-cristiana troverà pane per i suoi denti con “Satanic Serenades”, compendio all’intera carriera del duo Swanö-Axelsson aka Infestdead. 41 brani di una blasfemia folle, senza filtro (cito solo un paio tra i titoli più delicati, “Polterchrist” “Son of the Darkside”), seguendo con ammirata venerazione il mito dei Deicide.

5
Frost – Falling Satellites
Jem Godfrey, la mente alla base dei Frost, è un personaggione in UK, attivo nel mondo pop in qualità di songwriter e producer. E “Falling Satellites”, terzo full length della band inglese, risente molto di queste influenze pop, pur essendo una full immersion di prog rock di livello, tra le atmosfere oniriche di “First Day”, all’energia simil-Police di “Numbers”. Insomma si sperimenta alla grande (pure con la dubstep in “Towerblock”) e c’è pure un’ospitata di Joe Satriani.

Bonus Gold
Morbid Saint – Spectrum of Death
I Morbid Saint sono una band dalla storia sfigatissima e per questo cult. Ma bando alle note di folklore, la reissue di “Spectrum of Death”, oltre all’album del 1990, include in pratica l’opera omnia dei death/thrasher del Wisconsin. Per chi non fosse in confidenza con il genere, basterà prendere un pizzico di Kreator, mischiarli con Slayer, Dark Angel ed Exodus, et voilà, i vostri timpani si polverizzeranno sulle note di “Assassin”.

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