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Dr. Dre – Compton

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Dobbiamo davvero girarci attorno? Oppure tanto vale andare dritti al punto e dire senza mezzi termini che “Compton” è una bomba? Anche perché diciamocelo, non è che ci fossero molti dubbi in proposito. Dopotutto stiamo parlando di Dr. Dre, uno dei più grandi producer di sempre, uno dei tizi che ha contribuito a determinare quello che è oggi, nel bene e nel male, l’hip hop (e voi state già correndo a scoprire la storia dei suoi NWA in “Straight Outta Compton”, nelle sale dal 1° ottobre). Ci sono voluti più di quindici anni per avere un altro album di Dre, dopo quel “2001” uscito nel 1999 e dopo ben due album abbandonati prima di uscire, ma del resto il nostro eroe è stato piuttosto impegnato, e comunque è valsa la pena aspettare perché – lo abbiamo già detto? – “Compton” è una bomba.

Nei poco più di 60 minuti di album Dr. Dre, in quanto produttore serio, riesce a tenere il proprio ego in sottofondo, lasciando che gli mc di volta in volta chiamati in causa facciano emergere la propria personalità. Ma al contempo permea tutte le tracce di “Compton”, la cui ispirazione è arrivata proprio dalle riprese del film sulla genesi degli NWA, del proprio inconfondibile stile. E muove i suoi ospiti con la sapienza di un marionettista, mettendoli tutti al posto giusto, nel momento giusto. Stiamo parlando di pesi massimi come Kendrick Lamar, uno dei rapper più in forma degli ultimi anni come confermato da “To Pimp a Butterfly“, ed Eminem, protagonista di una delle più spettacolari resurrezioni della storia dell’hip hop. Ma anche di semisconosciuti come King Mez e Justus. E gliene va dato credito, perché di grandi nomi che avrebbero fatto la fila per figurare in questo album ce ne sarebbero stati parecchi.

Lungo i sedici brani del disco Dre riesce anche a creare un giusto equilibrio tra sonorità moderne e un’attitudine old school che rimanda proprio agli anni raccontati da “Straight Outta Compton”. Senza mai cercare di strafare, l’ex NWA non produce nessun singolone o brano che spicchi rispetto agli altri, ma confeziona una serie di episodi senza mai compiere passi falsi, mantenendo sempre l’asticella alla stessa altezza – ovvero più su di quanto riescano a saltare quasi tutti gli altri. Ma alla fine ci stiamo girando intorno, perché “Compton” di Dr. Dre è una bomba, e tanto basta. La musica parla per i grandi, il clamore è solo per i poser.

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