Moreno Stecca

moreno donadoni stecca

La vittoria di Moreno Donadoni, meglio noto come Moreno, ad Amici 2013 è indicativa della tendenza musicale che si sta diffondendo nel nostro paese: se per svariati anni l’ha fatta da padrona la musica melodica, adesso è il rap a conquistare tutti. A differenza di ciò che si può pensare, il rap non è tutto fatto di lyrics violente. Il genovese si può classificare nella schiera dei rapper buoni: nei suoi pezzi parla d’amore, feste, sentimenti ed estate. Di parolacce quasi non v’è traccia, per la gioia delle mamme degli ascoltatori tipo del rapper, ragazzini/e che si stanno affacciando nel mondo complicatissimo dei teenager.

La prima cosa che salta agli occhi, ahinoi, è il vago (?) tentativo di voler seguire lo stile vocale di Fabri Fibra, che ha prodotto Stecca e duetta con lui ne La Novità, prima traccia del full lenght. A dirla tutta, se non fosse per l’accento non proprio uguale, sarebbe molto difficile individuare le differenze fra i due. Nonostante tutto, il pezzo ha un suo piglio. Dopodiché è uno scivolone inesorabile verso l’orecchiabilità scontata. Da Che Confusione, primo estratto, a Piccole Cose, nella quale fa riferimento alla sua precedente partecipazione al programma MTV Spit, è un susseguirsi di melodie molto accattivanti, pure troppo. Sapore d’Estate, secondo singolo, recita “Rihanna con Umbrella ha fatto un tormentone, la mia è la canzone dell’Ombrellone”. Invece il problema è proprio questo: dal punto di vista commerciale pare proprio che questo disco sia stato concepito esclusivamente con l’intenzione di trovare uno o più tormentoni. L’unico lento, La Distanza, è un chiarissimo rimando a Nothing Else Matters dei Metallica: il risultato finale, però, è alquanto scialbo.

Ci vuole la collaborazione di Clementino (trionfatore del Music Summer Festival Tezenis Live con O’ Vient) in Qualcosa da Dire per ricordare al vincitore di Amici la sua identità di rapper. Mai titolo fu più azzeccato per una canzone all’interno di Stecca: per la prima volta, dopo pezzi privi di personalità, la qualità dei testi e delle basi s’impenna, seppur solamente per i 3:47 di durata del brano. Un discorso a parte meritano gli skit, Freestyle 1 e Freestyle 2, nei quali viene alla luce la vera abilità di Donadoni nel freestyle. Finalmente fuoriesce la vera anima rap dell’mc e si esalta, in modo naturale, il flow naturale del suo rap. E’ un gran peccato che i pezzi che compongono l’album non siano interamente freestyle, altrimenti il risultato sarebbe stato molto meno noioso e stantìo. Con Stecca, probabilmente, Moreno ha sdoganato il rap al grande pubblico. Ma ciò non significa che sia una buona cosa.

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