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The Heavy Countdown #77: Emarosa, Health, Shokran, Slenders, Peste

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Emarosa – Peach Club
Il “temuto” ritorno degli Emarosa si rivela una sorpresa tanto piacevole quanto inaspettata. Con “Peach Club” infatti, i Nostri si lanciano in quarta e senza paura nella direzione già accennata nel 2014 con “Versus” (e anche con la ormai antica rottura con Jonny Craig e una totale rivoluzione in line-up), dando vita a un nuovo corso che non ha proprio più nulla a che vedere con le origini post-hardcore. Il nuovo arrivato in casa Emarosa è un disco alternative/pop rock per lo più upbeat, costruito su chitarre funk e un sound decisamente ottantiano, in cui la voce di Bradley Walden calza a pennello.

HEALTH – VOL. 4: SLAVES OF FEAR
Si può essere heavy in tanti modi, e gli HEALTH sono qui a insegnarcelo con “VOL. 4: SLAVES OF FEAR”. Il trio noise ha l’indubbio potere di catapultare con il suo sound straniante e contradditorio, composto da synth sinistri, vocals eterei ma non per questo meno inquietanti e un parco utilizzo delle chitarre, in un viaggio emozionale negli antri più bui dell’animo umano, seguendo l’andamento di spirali stratificate, per un effetto claustrofobico e un risultato onestamente brutale.

Shokran – Ethereal
Il terzo album degli Shokran è l’ennesima dimostrazione che questi ragazzi ci sanno fare, eccome. E se sul fatto che la band progressive metalcore sia tecnicamente mostruosa non si può discutere, l’unico appunto che mi sento di fare alla formazione russa è che debbano ancora trovare una direzione precisa. “Ethereal” è un ibrido che ha tante teste quante l’Idra di Lerna (se non di più), ed è un’opera a tratti forzatamente teatrale, che butta tantissima carne al fuoco, tra elettronica, riff ingarbugliati, clean, unclean vocals e spoken word, accenni di piano e melodie inaspettate. Un disco interessante, ma molto spesso troppo confusionario.

Slenders – Angry Youth
Sapore di altri tempi per i nostrani Slenders, che con il loro pop punk ci riportano indietro in quegli anni in cui andare in skate era ancora cool. Attivi dal 2013, dopo aver trovato finalmente una certa stabilità in line-up, i Nostri danno alle stampe “Angry Youth”, un lavoro che si ispira ai grandi nomi del punk melodico (leggi alla voce NOFX, Green Day e Blink 182), senza dimenticare le influenze old school (vedi la rapidissima “Zah”). Un’operazione nostalgia riuscita, se siete fan delle band sopracitate.

Peste – Peste
Peste è un progetto punk hardcore tutto italiano e nuovo di zecca, ma che affonda le sue radici nell’esperienza dei suoi componenti (ex Tutti I Colori Del Buio, Haram, If I Die Today e Papazeta). Un EP come da tradizione del genere breve ma intenso, composto da cinque brani che esprimono un buon potenziale, e che riescono a trasmettere ampie dosi di odio e misantropia, oltre che un sostanziale pessimismo nei confronti del genere umano e del suo futuro.

 

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