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Europe – War of Kings

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Lontani dagli anni ’80, dal look appariscente e dal successo planetario di “The Final Countdown”, ma attivi come una band agli inizi, gli Europe lasciano passare meno di tre anni dall’uscita di “Bag of Bones” prima di pubblicare un nuovo album di inediti, il decimo, intitolato “War of Kings”.

Come per tutti gli album usciti a partire dalla reunion del 2003, dell’hair metal che ha segnato la prima parte di carriera non c’è traccia e ancor più degli immediati predecessori “War of Kings” è influenzato dall’hard rock classico degli anni ’70.
Joey Tempest lo ha presentato come “l’album che avremmo voluto fare quando eravamo bambini e ascoltavamo band come Zeppelin, Purple e Sabbath”; la produzione è stata affidata a Dave Cobb, già al lavoro con i Rival Sons, e proprio il risultato ottenuto con la band californiana ha condizionato la scelta del gruppo svedese.

Gli Europe, in questa “operazione nostalgia”, sono bravi a non superare il limite della parodia o del plagio, mantenendo un sound personale. La voce di Joey Tempest, nonostante il passare degli anni, è ancora potente e pulita e diventa il punto di forza di un disco che è trainato dai riff di chitarra di John Norum. Il valore aggiunto sono le tastiere, ispirate spesso dalla sonorità degli anni ’70 (non manca l’Organo Hammond), che pur senza spiccare in modo evidente, si incastonano perfettamente nella base strumentale.

Tra i brani più degni di nota, in un disco che comunque mantiene un livello costante dall’inizio alla fine, ci sono il singolo di lancio “War of Kings” (mid-tempo con ritornello diretto), la veloce e Sabbathiana “Hole in My Pocket” e “Days of Rock and Roll”, basata su un travolgente ritmo boogie.
La band si mette alla prova anche su un piano compositivo più complesso, soprattutto in “Praise You”, lenta progressione in cui si sente forte l’influenza dei Deep Purple, e in “Light It Up”, brano caratterizzato da una prima parte molto aggressiva e da una seconda che rallenta, scortata da un efficace tappeto di sintetizzatore.

“War of Kings”, in sintesi, è un album solido e sincero che non pretende di cambiare la storia del rock ma che segna un bel capitolo della carriera degli Europe.
La band scandinava, lontana dai riflettori, sta vivendo una seconda giovinezza, in cui compiere le proprie scelte in modo più libero e istintivo, facendo emergere quella che probabilmente è sempre stata la sua vera natura.

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