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The Future Bites: il manifesto distopico di Steven Wilson

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È uscito il sesto album in studio del cantautore britannico Steven Wilson, The Future Bites; titolo per nulla lasciato al caso e assolutamente coerente con il contenuto del disco, avvolto dalla coltre minacciosa del racconto distopico. Il lavoro, disponibile dal 29 gennaio 2021, presenta per l’appunto un futuro ostile che si avvicina all’ascoltatore mostrando i denti, che – metaforicamente parlando – altro non sono se non le controversie del rapporto odierno dell’uomo con tecnologia, mercato e politica.
The Future Bites è stato anticipato da cinque singoli: PERSONAL SHOPPER, EMINENT SLEAZE, KING GHOST, 12 THINGS I FORGOT (pubblicati nel corso del 2020) e MAN OF THE PEOPLE (pubblicati tre giorni prima dell’uscita dell’LP). Il disco sarebbe dovuto uscire lo scorso 12 giugno, accompagnato poi da un tour in autunno, ma il tutto è stato ovviamente posticipato a causa della pandemia di Covid 19.

L’album può essere considerato nel complesso come pop elettronico, fatta eccezione per PERSONAL SHOPPER con la sua durata di nove minuti, 12 THINGS I FORGOT di stampo indie rock ed EMINENT SLEAZE, caratterizzata da un sound molto vicino al funk/R&B. Il brano che più mi ha colpito è senza dubbio KING GHOST, un brano angosciante simil-Radiohead con un ritornello dove una voce profonda e robotica incontra un falsetto onirico. La produzione synthwave ed il video psichedelico amplificano l’esperienza ultraterrena del brano. Menzione d’onore a PERSONAL SHOPPER, pezzo dance dove viene parossisticamente martellato il concetto di “comprare, comprare e comprare”: un attacco al consumismo sfrenato del capitalismo all’interno del quale appare l’inaspettata voce narrante di Elton John.
Da non dimenticare anche MAN OF THE PEOPLE, tributo non molto velato a Welcome to the Machine dei Pink Floyd, o COUNT OF UNEASE, il melancolico outro di sei minuti del disco intervallato da stupendi intermezzi elettronici puramente prog.

The Future Bites è un album che sembra attaccare, in modo quasi vintage (non ho potuto fare a meno di ricordare le varie critiche sociali “nascoste ma non troppo” negli album dei Pink Floyd per esempio), il sistema da diversi punti di vista. Ma in realtà ci ho sentito più di una semplice quanto classica denuncia all’establishment. Ho vissuto l’album quasi come un monito, a partire dal titolo stesso. Le controversie del sistema odierno non sono nascoste a nessuno, sono purtroppo abbastanza sdoganate anzi. Quindi è più un mettere in guardia l’ascoltatore meno informato: “attento perché il futuro morde, non sottovalutarlo”. D’altra parte l’artista stesso afferma che il disco è “una visione desolante di una distopia in avvicinamento”.
Uno scritto (speriamo non molto) profetico.
Ascolto consigliato.

 Un’unica edizione super deluxe di THE FUTURE BITES è stata messa in vendita a ottobre per £10,000., ed è andata subito sold out. Tutti i profitti della vendita dell’ ULTRA DELUXE MUSIC PRODUCT ON OBSOLETE MEDIA sono stati donati al Music Venue Trust.

THE FUTURE BITES track listing:

UNSELF
SELF
KING GHOST
12 THINGS I FORGOT
EMINENT SLEAZE
PERSONAL SHOPPER
MAN OF THE PEOPLE
FOLLOWER
COUNT OF UNEASE

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