[Power Metal] Tragedian – Dreamscape (2008)

Tartarus – Eternal Flight – Turn Back Time – Immortality – Dreamscape – Broken Dream – New Promise Land – Napoleon – Trials Of Fire – Conquerors – Conquerors (Orchestral)

Sito Ufficiale della band

Etichetta Discografica

“Deamscape” è l’esordio discografico dei tedeschi Tragedian i quali, dopo essere nati nel 2002 e dopo due demo ed un paio di partecipazioni a tributi, arrivano alla definitiva  prova del fuoco.

La proposta musicale del quartetto di Amburgo riprende tutti gli stilemi cari al power metal andando ad intrecciare melodie orecchiabili con una buona dose di aggressività.
A dispetto di quanto ci si potesse attendere dal nome scelto dal chitarrista/bassista Gabriele Palermo (e poi non ditemi che non c’è la fuga di cervelli all’estero!) il sound non è orientato ad un power metal orchestrale e alla ricerca spasmodica di atmosfere suggestive. L’album, al contrario, è ricco di aggressività e ritmiche trascinanti e generalmente ben riuscite, dove la tastiera non si limita agli inserti progressivi e agli arrangiamenti raffinati, ma diviene uno strumento portante che garantisce una anche una certa incisività e solo saltuariamente si concede qualche divagazione settantiana (in tal senso l’utilizzo di questo strumento richiama in qualche modo quanto fatto un decennio fa dagli Angel Dust).

 
La collaborazione dell’ex Grave Digger Uwe nel ruolo di produttore è ben percepita in particolare nella profondità dei suoni e permette di avere una solida base su cui articolare le sperimentali linee melodiche di cui è dotato questo “Dreamscape”.  Eccoci al nocciolo della questione: le linee vocali e la loro interpretazione. Se da una parte la scelta di liriche spigolose e spesso inaspettate può essere uno spunto che dona interesse e longevità al disco, dall’altra non può passare inosservata l’altalenante prova al microfono da parte del singer Timo Behrens il quale, tra un cambio di registro e l’altro, non riesce a mantenere una buona qualità del cantato, andando così a prodigarsi in sforzi fastidiosamente innaturali. Peccato, perché in alcuni brani particolarmente riusciti come “Turn Back Time” e  la title track “Dreamscape” la scommessa di trovare una bella ed interessante “variazione sul tema” sembrava vinta grazie alla qualità delle idee messe a disposizione da Palermo che, oltretutto, ha potuto contare su alcuni illustri collaboratori come Alessandro Lotta (ex – Rhapsody Of Fire), Markus Teske (Red Circuit) e Malte Rathke (J.R. Blackmore Group).

Un disco che lascia un po’ di amaro in bocca in quanto si intravedono buone potenzialità che non vengono sviluppate al meglio. Il consiglio rimane comunque quello di dare un ascolto a questo “Dreamscape” e di apprezzarne gli aspetti positivi in attesa che i Tragedian possano sorprenderci con il prossimo lavoro.

Marco Ferrari

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