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The Heavy Countdown #94: Lingua Ignota, Valis Ablaze, Crown The Empire, Obey The Brave, Through Fire

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Lingua Ignota – Caligula
Non giriamoci troppo attorno, “Caligula” è uno dei dischi più pesanti che ascolterete quest’anno. Ma non aspettatevi blast beat o riff assassini. Kristin Hayter, l’artista e la donna che si cela dietro questa one-woman band e vittima in passato di abusi, vomita la sua rabbia e il suo desiderio di vendetta come la più feroce delle lamie in un lavoro impossibile da classificare. Tormento e dolore trasudano dalle note folk, classiche e black metal (“Sorrow! Sorrow! Sorrow!” è forse i brano più esemplificativo) dell’opera seconda della Hayter, che non a caso porta il nome di uno degli imperatori più odiati della storia, vera e propria incarnazione del Male.

Valis Ablaze – Render
Secondo full-length per i Valis Ablaze, dopo un piacevole anche se non tutto convincente esordio discografico (“Boundless”, 2018). Una cosa è certa: i Nostri hanno un grandissimo potenziale, ma sono ancora troppo legati ai loro numi tutelari (i Tesseract su tutti, ma anche Circles e The Contortionist), non riuscendo per questo motivo a trovare un loro focus specifico. Ma brani come “The Convincer”, in cui convergono le influenze sopracitate e un tocco più personale, fanno ben sperare per il futuro.

Crown The Empire – Sudden Sky
Era già abbastanza chiaro dove i Crown The Empire volessero andare a parare con “Retrogade” (2016), un disco melodic metalcore che flirtava impunemente con il pop e l’elettronica più easy. E poi, il co-vocalist David Escamilla (quello che urlava per intenderci), ha lasciato la band. Detto questo, se il lavoro precedente ha spiazzato abbastanza il pubblico della formazione texana, “Sudden Sky” inanella una serie di pezzi carini (“MZRY” e la title-track) senza sviare dalla direzione presa negli ultimi anni, risultando quindi troppo prevedibili.

Obey The Brave – Balance
Gli Obey The Brave sono sempre rimasti fedeli al loro credo, e lo dimostrano fin dalla copertina di “Balance”, un full-length in cui è proprio l’equilibrio il protagonista assoluto. Se da un lato infatti il calcare la mano sui ritornelli melodici killer è quanto di più banale ci si possa aspettare oggigiorno, dall’altro invece l’hardcore metallizzato e i breakdown piazzati al posto giusto non possono che giocare a favore dei canadesi (e il singolone “No Apologies” è lì a dimostrarcelo).

Through Fire – All Animal
I Through Fire ci avevano stuzzicato nel 2016 con il debutto “Breathe”. Rispetto ad allora, per l’ex Emphatic Justin McCain ci sono stati altri cambi in line-up, ma il moniker e lo stile sono rimasti sempre quelli. Alt-rock di stampo ultra-americano quindi, che trova il suo picco nella title-track, di certo tra gli episodi più convincenti per il suo potere catchy. Purtroppo però, se aggiungiamo qualche ballad strappamutande di troppo (“If You Love Me, Leave Me” e soprattutto la cover di “Listen To Your Heart”), c’è ben poco d’altro da salvare.

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