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Macklemore & Ryan Lewis – This Unruly Mess I’ve Made

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Macklemore ti dà l’idea di essere un tipo semplice. Uno che anche se è diventato famoso si prende bene ancora bene perché ha trovato una giacchetta sgargiante al negozio dell’usato, proprio come ai tempi di “Thrift Shop”. Ti dà anche l’idea di essere un buono. Uno che, nonostante voglia farsi passare per un tipo scanzonato, ha un sacco di pensieri per la testa. E infatti nel nuovo disco confezionato assieme al fido Ryan Lewis, “The Unruly Mess I’ve Made”, va subito in sbattimento per le miserie dello showbiz (Light Tunnels”), poi se ne va in sbattimento perché ha la pancetta (“Let’s Eat”), e per finire se ne va in sbattimento per i neri, anche se loro gli dicono di farsi i cazzi suoi (“White Privilege II”). Insomma, uno così non può che farti simpatia.

Ma Macklemore è anche uno che ti tira fuori un paio di bombe, vedi la già citata “Thrift Shop” o “Can’t Hold Us” dall’esordio di strasuccesso “The Heist”, poi si appiattisce su un livello appena passabile, del tipo che non è male, però non è che andresti a dargli un Grammy (e infatti quando gliene hanno dato uno lui ha scritto un messaggino di scuse a Kendrick Lamar). Lo stesso vale per questo nuovo “The Unruly Mess I’ve Made”, in cui se la cava anche benino, per poi piazzarci dentro qualche botto con brani come “Light Tunnels” o “Buckshot”, con featuring di quel vecchio volpone del rap di KRS-One. La differenza è che qui i supersingoloni come in “The Heist” non ci sono, per cui sarà veramente difficile bissare il successo del primo album. Ma come detto Mack è uno che fa simpatia, per cui è difficile volergliene. Momento di culto del disco: l’attore inglese Idris Elba che ti sfida a chi è più gallo a ballare nel ritornello di “Dance Off”.

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