Music Attitude

Royal Blood – Royal Blood

royal-blood-royal-blood-recensione

Sembra che di questi tempi ci sia un bisogno disperato di cose nuove, di dimostrare che il rock non è morto, e i Royal Blood sono i candidati ideali per quest’impresa. C’è un’aspettativa enorme intorno al duo britannico, cresciuta sul web e attraverso alcune semplici ma efficaci mosse di marketing. E non va trascurato che sono stati scelti come supporter prima dagli Arctic Monkeys e poi dai Foo Fighters.
L’impressione che i Royal portino qualcosa di nuovo proviene essenzialmente dal fatto che propongono una ricetta ancora poco conosciuta al grande pubblico, l’accoppiata basso/voce e batteria, senza chitarra. Rock senza chitarra? Si può fare? Sì, ascoltare per credere.

Il loro primo lavoro è distribuito dalla super etichetta Warner, che punta forte sulla formula inedita e su questo omonimo album di dieci tracce, solido ed omogeneo. Ma il materiale si distacca davvero dal solito già sentito? Sì e no. La loro musica è innegabilmente derivativa e i termini di paragone si accendono in mente già alle prime note. Il loro blues suadente che esplode in riff galoppanti (ricordo, incredibilmente sempre e solo di basso) riportano prepotentemente alla mente Queens of the Stone Age alternati a richiami dei White Stripes, intervallati ad atmosfere alla Black Keys. I Royal Blood creano un prodotto nuovo non dal nulla, ma da un innovativo cocktail di generi mischiati sapientemente con il risultato di un piacevole e scorrevole full-length di poco più di mezz’ora. Oltre ai singoli molto efficaci “Little Moster”, “Come on Over” e “Out of the Black”, nell’album troviamo vere perle blues come “Blood Hands” e la bellissima “Better Strangers” in chiusura, dove la voce è un tributo a Josh Homme nelle strofe e a Jack White nel ritornello.

Non gridiamo al miracolo, perché l’esplosione di un gruppo così dal nulla insospettisce un po’ tutti. Il duo formato da Mike Kerr (voce/basso) e da Ben Thatcher (batteria) si è formato solo un anno fa. Nessuna gavetta, nessuna crescita musicale fatta di sudore sul palco e in sala di registrazione. Dobbiamo altresì giudicare l’album e su questo niente da dire, è da ascoltare e riascoltare. Diamo loro la possibilità di crearsi una credibilità in tour e aspettiamo di sentire come e se evolvono musicalmente nei prossimi lavori. Nel frattempo, fate questo gioco: fateli ascoltare ad un amico e scommettete con lui, chiedendogli di indovinare quale dei tre strumenti principali manca. Se ci azzecca e risponde “la chitarra”, offritegli da bere.

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.