The Pretty Reckless, Going To Hell

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Oddio i The Pretty Reckless potrebbero essere diventati  protagonisti di una delle più grandi favole discografiche/meteorologiche mai scritte. Facciamo un passo indietro: qualche anno fa esce il debutto del side project di Taylor Swift sotto eroina. Non è niente male ma casca in uno strano limbo dove è troppo poser per i rockettari ed è troppo rock per i poser. Un po’ di tour in giro, una frontgirl che rischia di essere troppo catalizzante e pronti per il secondo album. Ce lo aspettavamo o poppettaro o rock dai suoni ipercompressi, impossibili, superprodotti come ormai fanno tutti. E invece no. La leggenda vuole che l’uragano Sandy gli abbia affogato lo studio di registrazione, facendo danni per 500k dollari. Il che, posto che sia vero, ha prodotto due risultati: 1) Lasciare la band a corto di mezzi 2) Lasciare la band un pelo incazzata.

Questo mix letale li ha portati a scrivere un sorprendente (visti i soggetti coinvolti) disco di hard rock – heavy metal, squisitamente influenzato come suoni e come tematiche dal diavolo 70s style. La traduzione di tutto questo è che il disco è bello perché non suona come gli Alter Bridge con una donna alla voce, ma suona come un disco degli Heart, un disco dei Judas Priest: la chitarra suona come una vera chitarra, si sentono gli strumenti con suoni un attimo naturali, il sound è caldo e graffiante, ci si sente pronti a sacrificare una vergine in una palude della Lousiana. Il grande riffazzo della title track è puro Judas Priest anni ’70, c’è il coro/filastrocca coi bambini che cantano in “Heaven Knows”, qualche richiamino pure a Marilyn Manson. Anche una “ballad” come “House on a Hill” parla di morti ammazzati. “Eeeeeeeevil knockin’ at my doooooor/Eeeeeevil makin’ me its whoooore” canta la Momsen, non ci vanno per il sottile, è tutto pacchianissimo ma con gusto…come se mo’ ti racconto che la copertina è una bionda nuda con una croce sulla schiena che diventa una freccia che le punta nel culo. Sulla carta è una trashata, ma fatta con molto gusto.

Bravi, un disco gustoso che promette faville per il futuro. Gli haters e gli scettici saranno sempre in agguato perché lei è troppo bbona ma va bene così.


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