Cesare Picco Piano Calling

Cesare Picco Piano Calling Recensione

Cesare Picco Piano Calling Recensione

La musica come strumento comunicativo. Un po’ come il codice morse. Il linguaggio utilizzato da Cesare Picco nel suo nuovo album “Piano Calling” è quello dei tasti del pianoforte, che sono di volta in volta piegati alle esigenze espressive delle quattordici tracce dell’album, ma nella loro precisione rimandano alla funzionalità di un vero e proprio codice, per l’appunto. C’è un che di ipnotico, nelle ripetizioni e variazioni del piano di Picco, ma non si tratta certo di un album per così dire da sottofondo: dall’apertura con “Hope Code” alla chiusura di “Hymn to Earth”, passando per gli ottimi “Runaway” e “Miyuki the Angel”, è anzi necessaria una certa attenzione per cogliere appieno le sfumature dei brani. È quindi possibile definire “Piano Calling” un disco “da degustazione”. Per chiudere, una nota relativa al design: l’artwork dell’album è curato dal noto calligrafista Luca Barcellona.

Marco Agustoni


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