Music Attitude

Slash – Living the dream

slash-living-the-dream-recensione

Slash con Myles Kennedy And The Cospirators presentano il loro terzo album, ‘Living The Dream’, un disco che arriva in un momento caotico dei musicisti che lo hanno composto. Vivere il sogno di uno status di rock star che va vissuto al massimo, e questo ulteriore capitolo della discografia del guitar hero dei Guns ‘N Roses è il consolidamento di un manifesto di genere già ben saldo dall’omonimo ‘Slash’ del 2010, album che vede la collaborazione, oltre che al solito Kennedy, di tutti i massimi esponenti delle voci rock di più generazioni, tra Lemmy, Iggy Pop, Chris Cornell, Billy Idol , Ozzy e tanti altri. Consolidamento che è proseguito con l’unione definitiva e indissolubile con Myles Kennedy, divenuto unico singer sia in studio che live, e con i restanti Cospirators, Todd Kerns al basso, Brent Fitz alla batteria e Frank Sidoris alla chitarra ritmica. Gli incendiari album ‘Apocalyptic Love’ e ‘World On Fire’ avevano attestato un affiatamento che andava ben oltre quello musicale e artistico. I ragazzi si divertono, e quasi con malavoglia hanno accettato la separazione forzata dovuta alla reunion dei Guns e dall’album solista evento di Myles (e chissà se lo ammetterebbero mai, ma con loro anche un buon numero di fan).

È di certo un progetto più fresco, più naturale e in qualche modo meno artefatto della reunion dei Guns che ha fruttato, dobbiamo dirlo, una fortuna in termini di guadagni raccolti dal tour ‘Not In This Lifetime’. Lo sapevamo da molti mesi che l’avventura di Slash solista con i Cospirators non sarebbe finita con il ritorno dei Guns, ma i tanti impegni dei musicisti lasciavano temere un lavoro frettoloso, fatto di rimasugli di studio assemblati alla bell’e meglio, tanto per chiudere un discorso rimasto aperto, salutarsi e ritornare alle proprie incombenze, i Guns per Slash e gli Alter Bridge e la sua burrascosa carriera solista per Myles. Pericolo scampato, nonostante i singoli ‘Driving Rain’ e ‘Mind Your Manners’ avessero si confermato una genuinità di suono eccezionale e grandissima energia ma nulla più di una portentosa capacità di mestiere, un pilota automatico di rara maestria nel produrre canzoni semplici, potenti e divertenti. Certo nulla di trascendentale, ma la potenza di ‘Living The Dream’ si scatena nella sua complessità, nel susseguirsi degli elementi conosciuti ma che si mostrano ispirati come non mai. I riff di Slash sono da urlo, dal blues maestoso di ‘Serve You Right’ , all’omaggio ai Guns di ‘My Antidote’, al rock più classico e scanzonato di ‘Read Between The Lines’.

Il signor Myles Kennedy, reduce dal suo catartico e liberatorio esordio solista di ‘Year Of The Tiger’, non delude nemmeno questa volta. Le sue melodie e la sua tecnica vocale rende semplice l’impossibile, e l’affiatamento con la chitarra di Slash è ormai patrimonio immanente del rock. Il cantante di Spokane sembra non sentire del tempo che passa, dei chilometri percorsi in tour con tre progetti diversi e le ore passate in studio. Le interpretazioni delle canzoni sono precise, potenti e passionali. Trasformano canzoni classiche rock da buone a memorabili grazie alle sue evoluzioni canore, come l’iniziale ‘The Call Of The Wild’, e regala momenti di emozione pura con le ballatone immancabili nel repertorio del gruppo. ‘The One You Love Is Gone’ è un marchio di fabbrica, tanto quanto il tema malinconico che la contraddistingue, la perdita di un amore. Il punto massimo è però raggiunta con il pathos drammatico di ‘The Great Pretender’, una power ballad struggente, portentosa, dove il riff danza con le note della chitarra solista, e dove Myles accarezza le nervature più profonde dell’anima dell’ascoltatore.

‘Living The Dream’ è forse il canto del cigno del progetto Slash con Myles Kennedy And The Cospirators, che però invece di essere un album crepuscolare si rivela incredibilmente come il loro disco definitivo, il disco della liberazione dalle ombre dei Guns, della carriera solista di Myles, l’esplosione delle loro attitudini rock, da quelle più potenti a quelle più passionali. Vanno più veloce, più in profondità, e senza perdere quella capacità di intrattenimento che solo i veterani del rock possono garantire, un baraccone che forse sta levando le tende per sempre. Sarebbe un gran peccato continuare a seguire questi artisti separatamente, perdere questo affiatamento umano e artistico. Chissà che le regole del mercato non si facciano indietro, per una volta.

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.