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Stone Sour – Hydrograd Deluxe edition

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Come si può anche solo pensare di fermare Corey Taylor? Semplicemente è follia. Il leader degli Stone Sour, famoso ai più per essere altrettanto leader degli Slipknot ha una costante voglia di mettersi in gioco e produrre nuova musica, ed il bello è che quando lo fa, non sbaglia un colpo.

Dare alle stampe, a distanza di un anno dall’uscita ufficiale, una versione deluxe di “Hydrograd” poteva trasformarsi in una discreta disfatta, innanzitutto perché le deluxe edition sono un rischio per definizione (come quello di finire nelle mani solo di una ristrettissima cerchia di fan), inoltre, nel caso specifico, aggiungere più di dieci brani ad una tracklist che era già abbondante e, non paghi di ciò, inserire come bonus track delle vere e proprie pietre miliari di generi non proprio affini al proprio dna compositivo, faceva presagire al peggio.

Appena si inizia l’ascolto dell’album si corre subito alle bonus track, alle versioni live, a quelle acustiche e ovviamente i riflettori sono puntati su Bombtrack e Outshined rispettivamente le cover dei successi anni novanta di RATM e Soundgarden. Insomma, Hydrograd ci era piaciuto, ma vogliamo andare al dunque se non si fosse capito, e convincerci se vale la pena o meno acquistare questa deluxe edition.
La risposta è sì.

Le cover, le già sopracitate e Unchained dei Van Halen, sono davvero delle chicche e certificano, ove ci fossero ancora dubbi, che Corey Taylor può interpretare vocalmente qualsiasi cosa gli pare e piace supportato, innegabilmente, da una band capace e tecnicamente ineccepibile, ma che è sempre più espressione della volontà e del talento del frontman americano. Le b-side o inediti che dir si voglia, “Born One, turn one” “Subversive”, “Bootleg Ginger” e “Live Like You’re On Fire” sono anch’esse promosse e infine, come ciliegina sulla torta, anche “Song #3”, “Mercy” e “The Witness Trees” in un’inedita formula acustica, per definizione delicata e quindi in contrasto con quello che è il marchio di fabbrica degli Stone Sour, non sfigurano affatto.

Missione, l’ennesima, compiuta.

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