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MetalksisA: The Haunted, Byzantine, Accept, The Lurking Fear

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Un po’ di uscite metal che non si fila nessuno su MusicAttitude e che possono essere trattate in maniera obiettiva (e senza marchettate da webze) da vecchi di quasi cinquant’anni. Questa in sintesi l’essenza di questo contenitore che spero di poter alimentare almeno cinque o sei volte l’anno. Vostro. P.S.

Abhorrent Decimation – The Pardoner – Tra le “nuove” band del vecchio death metal da tenere d’occhio, gli inglesi sono sicuramente ai primi posti della classifica. Nel loro secondo disco i Nostri puntano forte su un concept complicato, sparando con una produzione modernissima e freddissima le loro cartucce senza farsi pregare. Per quanto sia relativamente originale, la loro proposta potrebbe interessare a chi apprezza Black Dahlia Murder e i nostrani Fleshgod Apocalypse. Da tenere d’occhio.

Accept – The Rise Of Chaos – Sembra incredibile ma gli Accept pubblicano ancora dischi. Per carità ognuno fa quel che vuole, ma onestamente nemmeno le calvizie di qualche metallarone con ancora la toppa di Balls To The Walls sul giubotto avevano bisogno di questo album, ripetitivo alla morte a sbiadita copia di quel Blood Of The Nations che illuse i nostalgici nel 2010. Museo.

Byzantine – The Cicada Tree – Amati da chi scrive di metallo nelle webze (anche da me quindi), praticamente ignorati dal resto del mondo. La carriera dei Byzantine inizia nel 2000 ma rimane sconosciuta ai più per vari motivi, tra questi una totale non curanza delle logiche commerciali che regolano il mercato e anche un management (se c’è) che probabilmente sa fare male il proprio mestiere. La proposta di Chris Ojeda e soci è un thrash groovy di ottimo livello, con influenze -core suonato in modo praticamente perfetto. Il problema è che manca la hit per far capire quanto questi zii siano veramente bravi e meritevoli. E se dopo sei (!!!) dischi non ne hai ancora scritta una, purtroppo il tuo destino è segnato. L’album comunque è sicuramente consigliato.

Iced Earth – Incorruptible – Un altro che bisognerebbe aver già fermato da un po’ è Schaffer. Jon basta cazzo, sta cosa non fa più ridere. Le canzoni non ci sono più da anni e senza Barlow non funziona. Lo sanno tutti. Bravo Disco Stu eh, ma davvero non ci combini nulla così. Una pensione dignitosa. Ma quella la hai dal post Alive in Athens andiamo…

Mr. Big – Defying Gravity – Tra progetti paralleli, tour, comparsate e quant’altro, i Mr. Big trovano il tempo per incidere il loro nono (!!!) album in studio. La loro classe è immensa, ma il gruppo di canzoni che i Nostri hanno messo insieme nel disco lasciano davvero poco sia per i fan sia per gli ascoltatori di buona musica. Scusa per il tour? Decisamente sì. Ancora una volta…

Prong – Zero Days – Mi chiedo io. Ma che voglia ha Tommy Victor? Sta sparando fuori dischi da studio con una frequenza che manco fossimo nel 1990. Non c’è più niente da dire onestamente, l’impatto e la pacca ci sono ancora ma cosa aggiunge tutto questo a quanto di (buonissimo) già detto fino a Cleansing e Rude Awakening? Niente. Però cazzo se spezza ancora lo zio se vuole…

Rage – Season Of The Black – Sia chiaro, noi a Peavey gli vogliamo un gran bene. Ma oramai basta. Nel senso dai, hai fatto più di venti dischi in studio in trent’anni, puoi anche rallentare un pelo. Hai un botto di pezzoni, ma l’ultimo disco che diceva davvero qualcosa di nuovo era quello del 2003. Certo, lo scorso anno mi facevo i seghini su Devil Strikes Again, ma era una roba estemporanea. Questo piace davvero solo a me e ai pochi fan rimasti in Italia dei tedesconi. Che manco il Tunnel a Milano riempiamo. Dai su, diteglielo che a me dispiace poi per lui.

The Haunted – Strenght In Numbers – Se pensiamo che questo è il nono album dei The Haunted potrebbe prenderci un colpo. Vissuti di rendita per anni per essere “nati dalle ceneri degli At The Gates” e per aver inciso un paio di dischi carini (l’ultimo è del 2000 tanto per…), i Nostri arrivano ora a riproporre quanto fatto (meglio) fino al 2003/4. L’impatto e quel paio di pezzi fighi sono quelli dei bei tempi, ma questi sono oramai inevitabilmente passati a meno che non abbiate più di 30 anni e abbiate ricordi importanti legati a Whoracle…

The Lurking Fear – Out Of The Voiceless Grave – Ennesimo supergruppo di gente vecchia. Out Of The Voiceless Grave riporta Tomas Lindberg a cantare death svedese senza fronzoli. Non che ce ne fosse la necessità. Un mio socio dice che alla fine a parte lo stint coi The Crown e le cose egregie degli At The Gates non è che poi ci sia stato tutto sto bisogno di Tompa in giro. Credo abbia ragionissima. Disco noiosissimo.

Venom Inc. – Avé – Mah. Mantas, Tony Dolan e Abaddon insieme per l’ennesimo album metallozzo sferragliante di gente oltre i cinquanta che ha il non trascurabile merito di aver creato delle belle cose negli anni ottanta. Manca Cronos ovviamente, il nome senza Inc. è suo, per il resto siam bene o male dalle stesse parti di sempre. Tutto pronto per un altro tour nei club da 50 paganti. Auguri.

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