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The Heavy Countdown #73: The Jon Hill Project, Born Of Osiris, Afterlife, The Last Ten Seconds of Life, Nailed To Obscurity

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The Jon Hill Project – Rebirth
Tutto sembrava perfetto nella vita di Jon Hill. Follower a palate, soldi, una moglie bella e famosa. Ma poi, arriva la dipendenza a distruggere tutte le tue certezze. Per fortuna però, il batterista è riuscito a salvarsi in extremis da una fine prematura e racconta il suo doloroso percorso verso la sobrietà in “Rebirth”, facendosi accompagnare dal chitarrista Spencer Gill e da una manciata di vocalist di spicco del mondo post-rock, post hardcore e addirittura progressive (prendete Casey Crescenzo in “Take the Next Step”). Spetta a Tilian Pearson chiudere il disco in bellezza con “Same Old Song”, uno dei pezzi più “pop” di “Rebirth”.

Born Of Osiris – The Simulation
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulle capacità dei Born Of Osiris, ecco che arriva “The Simulation” a dissiparli tutti. Dopo “Soul Sphere” (2015), i ragazzi si sono imbarcati in un tour con altri colossi del progcore/djent (Veil of Maya, Volumes, After the Burial), assorbendo come spugne spunti interessanti da ciascuno di essi. Il nuovo lavoro dei BOO è più breve rispetto al precedente (appena 25 minuti di running time), andando a privilegiare la qualità sulla quantità. E si sente.

Afterlife – Breaking Point
Per chi ancora non lo sapesse, dicesi nu metalcore quel sottogenere che filtra le sonorità tipiche del nu metal attraverso una sensibilità tutta metalcore. E con il ritorno imminente dei Cane Hill (oltre che di molti altri gruppi simili), il nu metalcore sta vivendo un periodo di grandissimo fermento. In questa categoria possono ascriversi anche gli Afterlife con il loro debutto, “Breaking Point”, che offre un viaggio tra diverse facce delle stessa medaglia, che portano il nome di Korn, Limp Bizkit o Deftones. Un lavoro piacevole ma non sconvolgente, ancora acerbo e molto derivativo. Ma diamo tempo ai ragazzi di crescere.

The Last Ten Seconds of Life – Machina Non Grata
È ormai qualche anno che il deathcore sta tentando di reinventarsi in mille modi più o meno coerenti. Anche i Last Ten Seconds of Life vogliono dire la loro in merito con “Machina Non Grata”, ma con risultati abbastanza altalenanti. Infatti il deathcore super downtempo piuttosto standard dei primi pezzi in tracklist si fa più interessante sul finire del disco, sfociando a volte in ritmi rasenti il doom e tirando in causa anche una spolverata di clean vocals (“Aphrodite” e “Soul Erased”). Niente di indimenticabile, ma apprezziamo il tentativo.

Nailed To Obscurity – Black Frost
Difficile non distinguere i Nailed To Obscurity da tanti altri colleghi. La band tedesca, attiva dal 2005 e con quattro full-length alle spalle, nel corso degli anni ha infatti affinato la propria tecnica, che combina riff e atmosfere decisamente heavy a ritmi di contro molto più quieti. Per farla breve, quello dei NTO è un melodeath molto, ma molto malinconico, dello stesso tipo che troviamo anche in “Black Frost”, e che risulta un tantino prevedibile specie a chi conosce già la proposta dei Nostri.

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