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Thegiornalisti – Love

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“Love”, l’atteso nuovo album dei Thegiornalisti, è un disco che può essere tranquillamente letto su due livelli. Partiamo da quello più banale: il ritorno del gruppo di Tommaso Paradiso è un vestito di sartoria disegnato per fare felici tutti, dai ventenni che hanno iniziato a seguirli da teenager ai cinquantenni. Sì, perché anche se il disco è uscito a fine 2018 guarda con degli occhi contemporanei gli Anni Ottanta, uno dei periodi di riferimento del gruppo.

Basta pensare al singolo “Felicità Puttana”, secondo estratto e hit dell’estate appena terminata, e i riferimenti iconografici come l’auto decappottabile con i fari a scomparsa e i poster nella cameretta di Matilda De Angelis: un brano uscito nel 2018 veramente per sbaglio. E questo si spiega con il fatto che Paradiso è un autore che negli ultimi tre anni si è ritagliato un ruolo importante nella musica popolare nazionale, sfoderando singoli spaccaclassifiche (con i Thegiornalisti, Elisa o con Fabri Fibra), risollevando carriere date per finite (Luca Carboni) o scrivendo canzoni per altri (Arisa/Fragola, Nina Zilli e Gianni Morandi). E questo ruolo è proprio quella marcia in più che offre ad un “Love” che può piacere dal ragazzino delle medie all’impiegato di banca prossimo alla pensione, grazie anche a undici potenziali singoli che compongono il disco.

L’altro livello, quello che va oltre i singoli radiofonici, è che “Love” è l’autobiografia di una fascia di età più o meno giovane disillusa, con Tommaso Paradiso che con “Love” diventa di fatto il Jarvis Cocker di Roma Nord. Le undici tracce sono dei veri e propri racconti personali: amore, giornate sul litorale tirrenico con l’ossessione della casa al mare, l’attività fisica come metodo per rimediare, il traffico delle vacanze. Ma soprattutto è la conferma che ora Tommaso Paradiso e soci si sentono più liberi: liberati dalle catene dell’essere indie, ora sono diventati una band pop a tutto tondo, cantastorie di una generazione che effettivamente una figura di questo tipo non l’ha mai avuta. E con la conclusiva “Dr. House”, lettera aperta al protagonista della serie TV interpretato da Hugh Laurie, si sdogana quel pantheon di cultura pop ritenuto trash ma comune a molti (Bud Spencer, Christian De Sica, Quentin Tarantino, Ken Il Guerriero tra i tanti citati) e la consapevolezza malinconica di avere quei limiti, che siano prigioni mentali o fattori legati all’età, che non ti permettono di fare “quel cazzo che mi pare”.

“Love” è il “Different Class” dei Thegiornalisti: sarà il disco che li farà sfondare ancora di più rispetto al precedente “Completamente”, ma è anche la visione autobiografica nella quale in molti si riconosceranno.

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