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Therion – Beloved Antichrist

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Christofer Johnsson, fondatore dei Therion, è indubbiamente un personaggio dalla creatività immensa, dimostrata ancora una volta dalla massiccia produzione del nuovo “Beloved Antichrist”, rilasciato oggi da Nuclear Blast e distribuito da Warner Bros.

Dai primordi dello stile death in cui la band si destreggiava a inizio carriera, si è giunti a una lenta e marcata evoluzione, che ha portato a rendere la loro musica avulsa da qualsiasi possibile etichettatura; con il proseguire delle opere, difatti, le influenze sinfoniche divennero sempre più marcate, portando l’inclusione di elementi corali lirici e spunti tratti dalla musica sacra.

Ciò che Johnsson ha cercato di creare, con questa nuova release, è una vera e propria “Metal Opera”, un lavoro difficile, lungo e dotato di una struttura articolata. L’intento, nella sua complessità progettuale e realizzativa, è  andato a buon fine, attraverso tre ore di sinfonie e cori lirici che raccontano, in chiave rivisitata, l’opera letteraria del filosofo russo Vladimir Soloviev, la quale narra, come si evince dal titolo, le vicende dell’Anticristo.

Di questo progetto, Johnsson ne aveva già parlato tempo addietro, palesando l’intenzione di mettere al mondo un’opera metal a tutti gli effetti. Il progetto, chiaramente impegnativo sotto ogni aspetto, ha richiesto molto tempo, pertanto la sua realizzazione ha dovuto percorrere parecchia strada. La creatività dirompente del compositore svedese, inoltre, ha portato alla luce altre idee per ulteriori progetti, con conseguente sottrazione di tempo dedicato ai progressi di questa impresa monumentale.

È difficile accostare “Beloved Antichrist” ai precedenti lavori. Seppur i temi trattati nelle opere targate Therion siano sempre tutt’altro che banali e il sound mostri peculiarità uniche, questo lavoro si discosta, oltre che per la durata, anche per la sua struttura, che meno facilmente ne consente l’estrapolazione di singoli brani per un ascolto fugace. Certo, è possibile considerare le tracce una per una, ma, esattamente come un’opera lirica, la sua essenza si esprime attraverso un ascolto intero, poiché ogni brano trae ulteriore enfasi dal precedente.

“Beloved Antichrist” è un lavoro eccelso, curato minuziosamente in ogni dettaglio, e che scorre con una calma forse poco appetibile a chi desideri sonorità più veloci, tuttavia la sua forza è insita proprio in quella flemma, che esplode improvvisamente in un crescendo maestoso, oppure in un riff veloce; si va incontro a un capovolgimento di atmosfere, come in “Night Reborn”. Presente ancora l’immancabile Tomas Vikstrom, insieme alla figlia Linnea e alla nostrana Chiara Malvestiti, le cui voci sono affiancate da una schiera di altri cantanti lirici, a conferire ulteriore potenza e maestosità all’intero lavoro.

Una partenza delicata, senza fretta, porta l’opera a snodarsi attraverso cori e passaggi sinfonici onnipresenti, e tuttavia tali da mantenere distinguibili chitarre e sezione ritmica. Si tratta di un capolavoro che denota competenze musicali impressionanti, creatività invidiabile e un coraggio ammirevole.

Coraggio, in quanto, in un’epoca di digitalizzazione, di playlist, ascolti fugaci e “skip” al brano successivo, questo “Beloved Antichrist” si pone con fermezza come un’antitesi all’approccio di ascolto moderno. Sicuramente è possibile estrapolare alcune tracce per considerarle singolarmente, come “Never Again”, “Shoot Them Down!” o “Theme Of Antichrist”, molto dinamiche e trascinanti, tuttavia è da ribadire quanto sia nella sua interezza che questo capolavoro mostra il suo volto più bello.

“Beloved Antichrist” è un’opera moderna, non un full-length, non un album, ma un’Opera vera e propria, e come tale necessita dell’ascolto attento, ripetuto e senza distrazioni, al fine di coglierne ogni singola sfumatura.

Ancora una volta, il fondatore dei Therion fa sfoggio di un genio compositivo da applausi, portando alla luce un autentico monumento, che permetterà di accostarsi alla band anche a chi abbia una predilezione per la musica sinfonica e mastichi poco o nulla di metal. Non a caso, in un incontro con il compositore scandinavo, avvenuto alcuni anni fa, egli disse che il nostro popolo possiede una cultura musicale invidiabile (citando a esempio Verdi e Vivaldi), e che sarebbe giusto trarne maggiormente ispirazione, tenere vive queste opere e alimentare con esse il panorama musicale moderno. Un punto di vista che esprime l’apertura mentale e l’assenza di limiti creativi, nonché una personalità granitica.

Nel corso degli anni, Johnsson ha preso spunto da opere letterarie impressionanti, ne ha musicato la storia attraverso la propria interpretazione stilistica, pur rimanendo aperto a contaminazioni inusuali. Il risultato è “Beloved Antichrist”, ed ora, di fronte a questo gioiello compositivo, non rimane che applaudire e immergersi nell’ascolto, libero da distrazioni e senza fretta. Un ascolto fatto come si deve, così come si riserverebbe a un Trovatore, una Carmen o un’Eroica.

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