Three Days Grace – Outsider

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I Three Days Grace si innalzavano di una misera asticella quando avevano a guidare le loro file Adam Gontier, uno che sapeva come vendersi e sapeva cosa scrivere nelle canzoni per accaparrarsi una certa fetta di ascoltatori, quelli che in America fanno vendere molto bene le band alternative che urlano rabbie disparate amalgamate tra loro alla rinfusa e legate tramite il gomitolo di lana della melodia che mai deve mancare.

Una volta che Adam Gontier ha lasciato per formare i Saint Asonia, i TDG sono caduti nell’anonimato più completo. Il loro nome richiama ancora curiosità ed è per questo che siamo qui ad ascoltare il nuovo “Outsider” il secondo album con il nuovo vocalist Matt Walst. La musica proposta già dal precedente “Human” è a dir poco trascurabile, in un mercato che già di suo non punta all’eccellenza qualitativa ma che è già affollato da band ingombranti quali Shinedown e Pop Evil e che vede altre in ascesa e con molte più cartucce da sparare come i Red Sun Rising.

Il nuovo vocalist è il primo problema. Timbro e tecnica dimenticabili, non lascia il segno in niente nemmeno quando cerca di seguire le tonalità tipiche del dimissionario Gontier. Propone un cantato emo che non lascia mai il segno, nell’urlo come nel melodico. I pezzi dell’album funzionano ad un livello subliminale che potrebbe essere rappresentato dalle musichette in cabina di ascensore nel tragitto tra la hall e il meritato riposo di fine giornata lavorativa. Niente che rimanga per più di qualche manciata di secondi post ascolto, e potete ascoltare le canzoni migliaia di volte e queste si rifiuteranno di rimanere, come le orme sulla neve durante la nevicata del secolo, verranno coperte subito da pensieri più pressanti come cosa mangiare a cena.

“I Am an Outsider” benché di outsider non abbia niente, contiene una melodia strutturale che infastidisce di primo acchito ma che poi penetra ad una profondità di spillo e si riesce a portare alla fine, per poi scomparire subito come un’alitata sul vetro. Sulla stessa scia effimera, anche se leggermente più animate, il singolo “The Mountain” e la iniziale  “Right Left Wrong”.

Ballate alternative convenzionali “Infra-Red” e “Nothing To Lose But You” e siamo arrivati a fatica a metà album, con ancora metà da ascoltare e le forze esaurite. Qualche segnale di originalità in qualche risvolto di “Me Against You” e “Love Me Or Leave Me”, ma “Outsider” si trascina nella banalità fino all’ultima nota.

Dispiace sempre quando si banalizza la vita e il lavoro di una band ad un solo elemento, ma la cruda verità è che i Three Days Grace sono finiti con l’abbandono di Gontier, che a sua volta pare non reggersi sulle sue sole gambe senza la sua vecchia band.

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