Destrage Are You Kidding Me? No.

Destrage-Are-You-Kidding-Me-No-recensione

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Una band milanese si inserisce di prepotenza ai vertici del circuito internazionale dove domina quel (post) progressive metal intarsiato con metalcore, mathcore e annaffiato di inserti elettronici e psichedelia modernizzata. Tutto vero, nessuna presa in giro. Il nuovo album dei DestrageAre You Kidding Me? No.” è una bomba clamorosa. E’ sufficiente ascoltare le prime due tracce “Destroy Create Transform Sublimate” e “Purania” (occhio alla fine e all’attacco della successiva “My Green Neighbour”, potreste uscire di testa) oltre che la conclusiva esagerata titletrack per capire che razza di disco abbia confezionato il gruppo guidato dall’ugola versatile e allo stesso tempo schizzata di Paolo Colavolpe.

Non perdiamoci in chiacchiere citando quanti Sikth, Protest The Hero, Faith No More, Primus, Animals As Leaders, djent puro, inserti fusion, acustici, jazzati, orchestrali (c’è pure una coda che pare composta da Aphex Twin, true story!) si sentono nelle dieci tracce di un lavoro monumentale, che accetta la sfida di “Volition” e risponde con dissonanze, melodie incredibili, groove a fiume e cannonate imprevedibili sotto forma di breakdown dove sarà impossibile non sfasciarsi di mazzate sotto il loro palco.

La maturazione artistica dei Destrage e la loro abilità esecutiva, oltre alla capacità di scrivere pezzi incasinati ma dannatamente coinvolgenti, è qualcosa che va sbandierata, propagandata e goduta fino alla fine dei sette minuti e quarantadue della canzone conclusiva. Ascoltatevi il disco e compratelo supportando una band che ha dimostrato di essere una realtà che sta andando oltre le più rosee previsioni successive al già interessante “The King Is Fat’N’Old”. Fuoriclasse di casa nostra.

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