Wrongonyou – Rebirth

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Attendevo da tempo l’uscita del disco di Wrongonyou. Primo, perché da quando l’ho sentito suonare, poco meno di un anno fa in apertura della data bolognese del tour di Levante, non ho più smesso di cantare le canzoni del suo Ep “The Mountain Man”. Secondo, perché il cantautore romano checché se ne dica è un talento sopraffino, di quelli da tenere ben stretti. E ultimo, ma non per importanza, perché nella sua proposta musicale c’è qualcosa che mi trasmette un senso di calma che fatico a trovare da altre parti.

Una parte di me ha segretamente gioito quando venerdì, dopo una lunga gavetta fatta di concerti in giro per il mondo ed Ep, Wrongonyou ha finalmente pubblicato il suo disco d’esordio “Rebirth”. 

Per fortuna i quaranta minuti di ascolto non hanno tradito le mie aspettative. Gli undici brani della release rispecchiano a pieno l’immaginario sognante del ragazzone romano capace di trasportarti con il solo suono della sua chitarra a contatto con la natura.

All’interno del disco sono presenti canzoni già pubblicate e che adesso possono godere di un eco maggiore, e naturalmente brani nuovi, prodotti da Michele Canova. 

L’uso della lingua inglese, visto da molti come un limite, si rivela un vantaggio. A un primo ascolto permette all’ascoltatore di farsi lasciare andare maggiormente al ritmo della musica e alla calda voce di Wrongonyou, senza la para di dover per forza seguire le parole. Quello lo si può fare benissimo in un secondo momento. Anche perché i testi meritano. Da segnalare come pezzi migliori del lotto “Tree”, “Prove It”, “The Lake” e “Killer”, un mix di folk, indie ed elettronica.

Inutile girarci attorno. Wrongonyou con “Rebirth” centra a pieno l’obiettivo posizionandosi una volta per tutte sulla mappa. 
Vedremo in seguito se l’artista deciderà di cantare in italiano. Intanto una cosa è certa: la rinascita della musica italiana passa anche da qui.

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