The Heavy Countdown #19: Zao, Downfall Of Gaia, Sleep Token

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Zao – The Well-Intentioned Virus
La seminale band metalcore proveniente dalla Pennsylvania ritorna in attività dopo ben sette anni di silenzio, ma lo fa con il botto, quasi come un vulcano a lungo silente che all’improvviso esplode e fa macelli nell’arco di chilometri. “The Well-Intentioned Virus” è un flusso omogeneo, come di lava appunto, che scorre rapidamente e senza interruzioni, tanto che è difficile estrapolare un pezzo da questo magma compatto. Pur suonando freschi come non mai, gli Zao riescono a non perdere la loro personalità, grazie anche al tipico screaming simil-walkeriano di Daniel Weyandt.

Downfall of Gaia – Atrophy
È ovvio che il post black metal stia attraversando un momento particolarmente fortunato. L’ultima scoperta in questo genere tentacolare e criptico, e per questo affascinante, sono i Downfall of Gaia. Le atmosfere eteree riescono a convivere a stretto contatto con la violenza sfondacrani (ascoltate “Ephemerol”). È tutto studiato al millimetro con cura maniacale, ma “Atrophy” è ben lungi dall’essere un prodotto freddo e artificioso.

Sleep Token – One EP
Gli Sleep Token devono far uscire al più presto un full-length. E quando succederà, noi dobbiamo solo sperare che sia all’altezza di questo EP. Il singolo “Thread The Needle” trasuda emozione da tutti i pori, con le chitarre eteree e un retrogusto djent alla Tesseract, unite a vocals delicati ma all’occorrenza decisi e sempre incisivi. La voce è l’elemento fondamentale sul quale si costruisce il sound dei Sleep Token, provando di riuscire a stare in piedi anche da sola nell’intro a cappella di “When The Bough Breaks”. E il velo di mistero intorno ai nomi dei componenti della band (nessuno infatti ne conosce l’identità) non fa altro che accrescerne il fascino con curiosità a palate. Che dietro questo moniker si celino musicisti molto noti e apprezzati?

The Funeral Portrait – A Moment of Silence
Alcuni ascrivono i The Funeral Portrait a quel theatricore (una sottocorrente che miscela metalcore, deathcore, e post-hardcore, servendosi spesso dell’ausilio di strumenti orchestrali) che riesce ad emergere dal marasma generale di tutto il -core attuale grazie a una storia da raccontare, l’elemento teatrale appunto. “A Moment of Silence” è proprio questo, un concept sull’aldilà, e già da questo si presagisce che la band statunitense è un bel po’ fuori dal comune. La nuova opera dei TFP è variegatissima e non scade mai nella banalità. Se proprio dobbiamo trovare un difetto, è pressoché impossibile distinguere l’inizio di un pezzo dalla fine del precedente, inficiando sull’identità delle singole composizioni. Ma proprio quando si tratta di belle storie, non è il singolo capitolo a spiccare sugli altri, ma l’unità di intenti.

Brutai – Born
Il quintetto made in UK riesce a brillare grazie a “Born”. Tra eco dei primi Tesseract e Skyharbor, è evidente che le influenze principali sono quelle del djent più soft e accessibile, ma la personalità ingombrante dei Brutai riesce a emergere fin da “Never Change”, elaborando gli insegnamenti delle band sopracitate in un sound non innovativo, per carità, ma sicuramente degno del nostro interesse.

Dreamshade – Vibrant
“Vibrant” è la seconda fatica in studio degli svizzeri Dreamshade. Alcuni li paragonano a un ibrido tra In Flames e Killswitch Engage, ma da un mix che potenzialmente è una bomba, i Nostri vanno a banalizzare il tutto con forzature pop (“Losing Touch”). Sicuramente il punto di forza della proposta melodic metalcore della formazione è la grande varietà tra i pezzi, ma bisogna solo capire che direzione vorranno prendere da grandi.

Sienna Skies – A Darker Shade of Truth
Gli australiani Sienna Skies hanno cambiato vocalist e ci hanno guadagnato. E anche parecchio. Il nuovo frontman, Thomas Pirozzi, ha portato una carica emotiva maggiore all’interno della band rispetto al passato, ed è evidente per tutta la durata di “A Darker Shade of Truth”. Pur nei limiti di un certo tipo di metalcore, i Nostri ci mettono dentro una buona creatività e tonnellate di ritmi e ritornelli catchy. La minestra sarà pur riscaldata, ma è decisamente gustosa.

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