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Elisa, il report e la scaletta del concerto all’Arena di Verona del 13 settembre 2017

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Continua con la seconda serata all’Arena di Verona la festa per celebrare i vent’anni di carriera di Elisa, e il modus è lo stesso della serata di esordio: vengono riproposti alcuni grandi successi della cantante inframezzati da esibizioni in coppia con i big della musica italiana (e non) che con la star goriziana hanno collaborato negli anni, o che l’hanno influenzata, o che magari con lei hanno condiviso il palco come opener o a ruoli invertiti.
Ciò che differenzia il pacchetto musicale della serata dalla precedente, oltre a una scaletta differente, è la scelta di dare uno stampo acustico alle esibizioni o, laddove l’ambiente dell’Arena non ne permetteva la resa ideale, spogliare i brani della loro consueta veste pop per cucire loro addosso un abito più corale e di matrice orchestrale, anche se intima.

Il tassello che ha alzato l’asticella del risultato rispetto alla prova di martedì è stato il pubblico. Quello accorso ieri sera ha dato la paglia a quello di martedì, in termini di coinvolgimento e supporto all’artista, oltre che di manifesto apprezzamento per ogni singolo brano eseguito, indipendentemente dall’arrangiamento o dall’accompagnamento.

Elisa e la sua band hanno infatti pescato a piene mani dalle esperienze maturate con album come “Ivy” e “Lotus”, oltre che con le passate performance nei teatri e in acustico, per dare a brani come “Labyrinth” o “The Marriage” quel pathos che chi conosce bene l’artista sa andare di pari passo col suo immergersi nell’interpretazione e fornire delle prove vocali superlative.
Così non sono mancati vocalizzi e voli su note altissime (anche se non come in gioventù e soprattutto su un registro di tonalità diverse, a testimonianza anche che l’età, gli studi di canto e i consigli del maestro Morricone hanno nobilito la voce della cantante, imbrigliandola però nell’eleganza di una gestione fin troppo perfetta), ma soprattutto il fulcro delle esecuzioni, la loro chiave di sviluppo, è stata l’armonizzazione vocale, indispensabile per incasellare la voce di Elisa fra quelle di un coro di voci bianche prima, e di un coro gospel poi, oltre che amalgamarla al meglio con quelle degli ospiti invitati a condividere con lei gli applausi del pubblico.
 Nessuno ha primeggiato su un altro: Federico Zampaglione, Francesco De Gregori, Jack Savoretti, Fabri Fibra, Luca Carboni hanno deliziato e coinvolto un pubblico sempre entusiasta, incapace di stare seduto, pronto a scattare in piedi, saltare, cantare, fino ad esibirsi in una ola a più riprese. E questa non era neppure la serata rock…

La scenografia e le luci inoltre si sono sposate meglio con l’ambiente circostante vista l’intimità della proposta musicale, con Elisa spesso a cantare e suonare da seduta, ma pronta a schizzare in piedi e a dimenarsi per dirigere il pubblico come fosse un enorme coro aggiuntivo e canalizzarne l’energia e la potenza di suono. Così dobbiamo maliziosamente dire che alla fine ha dato l’impressione di volersi anche un po’ risparmiare in vista delle prossime due serate, ma se il trend della resa continuerà a salire, dovremo dire che se l’è giocata al meglio, con buona pace di chi avrà visto solo una delle date in programma in questo mini tour.

La scaletta del concerto

Hallelujah
Broken
Ti vorrei sollevare
L’anima vola
Per me è importante con Federico Zampaglione
Gift
A modo tuo
Rainbow
Buonanotte fiorellino con Francesco De Gregori
Una poesia anche per te
Heaven out of hell
The marriage
Rock your soul
Luce, tramonti a nordest
Yashal
The other side of love con Jack Savoretti
No hero
Anche se non trovi le parole con Fabri Fibra
Eppure sentire
Vieni a vivere con me con Luca Carboni
A prayer
Labyrinth
Gli ostacoli del cuore
Sailing con Jack Savoretti e il coro Gospel

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