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Elton John, il report del concerto a Piazzola sul Brenta (PD) del 16 luglio 2016

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Per descrivere l’esibizione di Sir Elton John ieri, 16 luglio 2016, al Postepay di Piazzola sul Brenta (Padova), basterebbe ricorrere al detto “massimo risultato col minimo sforzo”.

Questo tenendo conto di alcuni fattori evidentemente molto influenti sull’andamento della serata, fra cui l’inizio dello spettacolo alle 21:00, quando gli altri artisti nelle serate precedenti han sempre suonato più tardi e anche con qualche ritardo; il meteo, che ha regalato una serata fantastica con un caldo stemperato da leggere folate di vento e un cielo limpido; il fatto che fosse sabato sera e che molti dei presenti avessero preso il concerto e le sue due orette di durata come un aperitivo per la serata da chiudere altrove; una scaletta pressoché identica a quella proposta a Pompei, fatta di tanta sostanza ma sorprese zero; l’esibizione impeccabile della band, che non ha regalato eccessi ma neppure sbavature o imprecisioni; i mazzi di fiori, tanti e a profusione, lanciati verso il grande Elton che – fossi stato in lui – qualche toccatina alle impalcature l’avrei data, tanto per scaramanzia…

Dicevamo, un gran risultato ottenuto di fronte ad un pubblico entusiasta dalla prima all’ultima poltroncina, in platea come in tribuna e anche sui parterre laterali. Le oltre diecimila persone venute all’anfiteatro Camerini hanno cantato, ballato e osannato il loro idolo, che ha contraccambiato con lanci di baci, occhiatine e assoli al pianoforte come solo lui sa fare.

Sul volto i soliti occhiali scuri (neanche troppo appariscenti stavolta), avvolto da un vestito nero e lustrini rossi, Elton John ha dato prova della sua professionalità e dei suoi talenti. Fra i successi proposti, le toccanti “Sorry Seems to Be the Hardest Word” e “Your Song”, le immancabili “Candle in the Wind” e “Crocodile Rock”, ma su tutte la hit da stadio “Don’t Let the Sun Go Down on Me”, forse l’unico brano a riunire i gusti e le voci di un pubblico variegato per età e influenze.

Tutti sono usciti entusiasti dai cancelli, quando le luci di scena son state spente per accendere i fari della piazza; mi ha però colpito la frenesia e la fretta con cui quasi tutti hanno abbandonato la scena: nessuna richiesta di bis o acclamazione popolare, nonostante appunto l’esibizione ne avesse offerto tutte le premesse e motivazioni. O forse l’enfasi data dalle tv all’evento di Pompei aveva già tolto smalto e aspettative alla serata. O forse son solo io che mi faccio delle pippe mentali, che tanto poi non è che mi sia fermato chissà quanto, giusto il tempo di una tappa ai ristori, visto che del Sir e della sua band si è persa traccia non appena hanno guadagnato il retro del sipario.

Ma lo spettacolo non è ancora finito a Piazzola, e le prossime serate ci riservano ancora Skunk Anansie e Simply Red, prima di tirare le somme di un’edizione che fin qui ha offerto grandi nomi e un bel numero di presenze.

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