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Fabi Silvestri Gazzè, il report del concerto di Padova del 22 novembre 2014

Fabi Silvestri Gazzè, il report del concerto di Padova del 22 novembre 2014

Fabi Silvestri Gazzè, il report del concerto di Padova del 22 novembre 2014

Spettacolo eccezionale“! Difficile non commentare il concerto di ieri citando una delle canzoni che il trio Fabi Silvestri Gazzè ha portato sul palco del Palafabris. Il tour che segue la pubblicazione del disco di inediti “Il Padrone della Festa”, uscito lo scorso settembre, macina sold-out e anche ieri sera a Padova si è visto il pienone delle grande occasioni, dimostrando che la canzone d’autore di qualità non ha barriere regionali ma un seguito più ampio di quello che ci si aspetterebbe. I nostri tre giovanotti portano attaccata al loro tourbus una targa impegnativa, quella che li etichetta come la terza generazione cantautorale italiana (di quelli nati musicalmente negli anni novanta che con loro comprende altri artisti come Britti, Bersani, Turci, Cremonini per dirne alcuni) più un adesivo grosso così con scritto ROMA, che ce li fa identificare per espressività oltre che per espressione di un certo tipo di musica live.

Al palazzetto per godersi tre concerti in uno si sono radunati e mescolati diverse generazioni e tipi di fans, portando un entusiasmo coinvolgente, tanta energia e la fame di poesia e musica che si sfama solo in serate giuste come quella di ieri. Perchè dietro al bancone dell’osteria della musica cerano tre osti non comuni, tre anfitrioni carichi e coinvolgenti fin dalle prime battute. E non parliamo solo di ritmi e cadenze, ma di parole e scherzi, piccoli siparietti di vita e amicizia vera perché Max, Niccolò e Daniele hanno vissuto la gavetta assieme in quel “Il Locale”di Roma riuscendo poi a percorrere strade simili, che spesso si sono incrociate o hanno corso parallele negli anni, fino a portarli a questo disco di “gruppo”, perché è nel collettivo che si riesce a ottenere i migliori risultati fondendo gli sforzi dei singoli, come ribadito alle platee che stanno assistendo in queste serate a quello che si candida ad essere uno dei migliori tour italiani di questi anni.
Impossibile uscire delusi da un concerto del genere. L’alchimia fra artisti c’è (la band di supporto è un supergruppo di talentuosi amici di lunga data), le canzoni pure perché il bagaglio dei nostri è innegabilmente vario e vasto. Sei venuto per ascoltare Fabi? Beccati “Una buona idea”, “Capelli”, “E’ non è”. Preferisci Silvestri? Eccoti  “Occhi da orientale”, “Il mio nemico”, “Gino e l’Alfetta”. Non ti basta e vuoi il meglio di Gazzè? Basta dirlo: “Una musica può fare”, “Il timido Ubriaco”, “Sotto casa”. E questo solo per citarne alcune delle frecce a disposizione e scoccate dai tre. Aggiungiamo i brani del nuovo disco, dal ballabile “Life is sweet”, all’urlato da tutti “Come mi pare”, alle toccanti “L’amore non esiste” e “Il padrone della festa” e otteniamo la ricetta per oltre due ore e mezza di musica di altissimo livello e coinvolgimento.

Menzione speciale per le scenografie semplici ma infallibili nell’accompagnare visivamente quelle poesie che han toccato il cuore di tutti ieri sera, e soprattutto per la trovata geniale di portare sul palco un incontro di box cantautorale sulle note de “L’avversario” con Gazzè e Fabi a sfidarsi in accappatoio sul ring al suon dei ritornelli delle loro più celebri canzoni da solisti con Silvestri nelle vesti di arbitro e commentatore pronto a risolvere la disputa con le sue rime.

Il finale dello show è travolgente  con tutto il pubblico a ballare sulle note di “Salirò” dopo esser stato scaldato con “Lasciarsi un giorno a Roma” e “La favola di Adamo ed Eva”. La serata è stata accompagnata anche dalle immagini del viaggio in Sudan che ha cementato il trio e dall’elogio al progetto Cuamm, un gruppo di medici e volontari, una famiglia, degli eroi di oggi capaci di dare un po’ d’orgoglio a un paese ha poco di cui vantarsi in questo periodo.

Poche pause fra i bis richiesti a furor di popolo e in una di queste ecco l’intenso video col monologo di Valerio Mastandrea la “preghiera del clown” un pezzo di Totò sul mestiere e i meriti dell’intrattenitore da vera pelle d’oca. Che dire ancora? Che è stata un serata coi fiocchi, che questo live non si doveva perdere, che è consigliatissimo a tutti e che dovete correre: il sold-out sarà dietro l’angolo anche per le date rimanenti di questo imperdibile, immancabile, inimitabile viaggio.

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