Frank Turner, le foto e il report del concerto a Bologna del 5 aprile 2017

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Frank Turner il 5 aprile 2017 è arrivato in concerto al Locomotiv di Bologna, per l’unica (per il momento, ma ne riparliamo dopo) data italiana del tour (di seguito, foto e report). Attualmente solo soletto, Turner sta infatti attraversando l’Europa in versione acustica, una veste che come da previsione gli calza piuttosto bene.

Ad aprire la serata il giovane Sam Duckworth, che in realtà ha 31 anni ma ne dimostra dieci in meno, già noto come “Get Cape. Wear Cape. Fly”. Anche Duckworth si propone in versione minimale, con soltanto la chitarra acustica ad accompagnarlo: il suo stile si basa molto sull’arpeggio e sulle cadenze date dalla mano destra, e i suoi brani scaldano al meglio il pubblico, che a giudicare dalla sua soddisfatta reazione lo apprezza più che nelle precedenti date.

Frank Turner sale palco poco dopo le dieci e mezza, con la sua fedele Gibson bianca, e apre la serata sulle note di “Get Better” e “If Ever I Stray”. La chitarra acustica non è certo una novità per il cantautore, che nella maggior parte dei casi la preferisce anche quando si esibisce con gli Sleeping Souls al completo, e nonostante le premesse “unplugged” della serata i brani hanno lo stesso (ottimo) tiro di sempre. Non manca l’ormai classica versione di “Eulogy” adattata in italiano (è tradizione adattare il brano in ogni lingua, a seconda del Paese): questa volta il brano “Not everyone can be / Freddie Mercury” è diventato “Non tutti possono esseré / Liga Bué”, invece che “Piero Pelù come lo scorso anno.

In circa venticinque brani troviamo tutti i “fondamentali” di Turner: “The Way I Tend To Be”, “Dan’s Song”, “Recovery”, la commovente “Long Live The Queen” e la storica “The Ballad Of Me And My Friends”. Ci sono brani dall’ultimo disco, “Positive Songs For Negative People”, come l’opener e “The Next Storm” (perché “sono un inglese, non posso non cantare del tempo”)… e ci sono anche brani del prossimo album.
Dietro gentile richiesta di non registrarli, Frank Turner ha infatti suonato alcune novità, “work in progress” dal titolo “1933” e “21st Century Survival Blues” che con ogni probabilità ritroveremo sul prossimo LP. Tra le anticipazioni, anche una notizia in anteprima: ci sarà un altro concerto in Italia, ad agosto. La location sarà annunciata prossimamente.

Dopo aver coinvolto il pubblico tra cori e singalong, verso il finale Frank racconta di voler evitare l’inutile uscita dal palco prima dei bis: gli basta un attimo per prendersi un sorso di birra. Tra gli ultimi brani spunta una cover: “Somebody To Love”, immortale brano dei Queen che non può che essere apprezzato da tutti.

Frank Turner è una garanzia, e dal vivo lo è due volte. In qualsiasi modalità si proponga. In chiusura, “I Still Believe”, uno degli inni che meglio riassume il suo credo: “Chi avrebbe potuto pensare che dopotutto una cosa semplice come il rock’n’roll avrebbe salvato la nostra anima?“.

Fotografie a cura di Robin T Photography (Roberta Tagliaferri)

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