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Giò Sada e Barismoothsquad, le foto e il report del concerto di Treviso del 2 dicembre 2016

gio-sada-barismoothsquad-foto-concerto-treviso-2-dicembre-2016-01

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Premessa: ero partito per il concerto di Giò Sada al New Age di Roncade, seconda tappa del tour che lo terrà impegnato per la prima metà del mese di dicembre, con le aspettative sotto le scarpe. Mi ero preparato all’esibizione del classico artista uscito da X Factor che, per non perdere il successo ottenuto con il talent, si piega al volere dei suoi nuovi fan. Il tutto condito da una backing band composta da bravi musicisti ma con lo spessore di un cartonato.

Invece il cantante pugliese resta “uno di noi”, e il dettaglio fondamentale è la scelta di portarsi in tour i Barismoothsquad, la sua ultima band pre-XFactor con la quale, per buona parte dei componenti, ha condiviso più di dieci anni di percorso artistico. Una scelta quasi rivoluzionaria nel mondo degli artisti esplosi grazie al tubo catodico, ma che per lui viene visto come una cosa normalissima, la consapevolezza del fatto che se è arrivato lì è anche, se non soprattutto, grazie ai suoi compagni d’avventura.

Giò Sada sceglie i club per il suo ritorno live, a tre mesi dalla pubblicazione di “Volando Al Contrario” per Sony Music e assoluto protagonista della serata. La musica e il concerto proposto sono tutto fuorché quello che si può aspettare da un cantante italiano uscito dai talent show: tolta una parentesi unplugged, piazzata a metà dello show e vetrina della voce dell’artista barese, l’aria che si respira è quella di un mix tra rock, pop punk e con alcune accelerate tipiche del punk californiano anni Novanta, importante influenza per il quintetto che emerge anche dalla maglietta dei Propagandhi indossata dal batterista. Inoltre il contatto con il pubblico è forte fin dalle prime canzoni, con frequenti dialoghi tra un pezzo e l’altro e, verso la fine dello show, la perdita di alcuni freni inibitori, tra uno shottino di superalcolico spacciato per the e la scelta di togliere gli in-ear monitor perché “mi hanno rotto il cazzo”.

L’altra “anomalia” è la scelta di non infarcire il set di cover, che sono comunque presenti ma meno scontate di quanto ci possa aspettare: ritroviamo quella “Girl You Want” dei Devo già suonata ai tempi di X Factor, ma anche una “Ring Of Fire” di Johnny Cash stravolta rispetto alla versione originale. Piuttosto che proporre canzoni di altri, Giò Sada e i Barismoothsquad preferiscono inserire in setlist brani del loro passato artistico, come “Me And My Friends” e “Soft Sad Present” pescate dall’omonimo disco uscito due anni fa.

Il concerto di Giò Sada chiude il 2016 live con l’effetto di un’inattesa sorpresa live, che spero verrà recepita anche dal pubblico nelle prossime date in programma da qui a poco prima di Natale. Un cantante che ha deciso di non rinnegare il suo passato, scegliendo la strada meno facile per ritagliarsi un ruolo nella scena musicale italiana. Un coraggioso percorso che ricorda molto quello di Matt Cardle, altro vincitore di X Factor che decise di mantenere una coerenza con il passato nella sua carriera musicale.

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