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Home Festival 2018, il report del Day 1

Home Festival 2018 - Alt-J

Home Festival non è più il loft incasinato e pieno di scatoloni come poteva apparire fino allo scorso anno. Dal 2018 la rassegna è diventata un appartamento i cui spazi sono stati curati da un interior designer razionale: l’area è più vivibile, ci sono meno bancarelle che potevano far apparire una zona dell’Ex Dogana come una sorta di fiera dell’artigianato ma, prima volta dopo diverse edizioni, è possibile vedere il main stage dal Sun68 Stage, situato nell’altra estremità di Home Festival, pur con gli ovvi limiti di distanza fisica.

Home Festival 2018 è più accogliente e punterà negli anni a offrire oltre alle band anche un ecosistema di servizi accessori, tra cui l’Home Garden che quest’anno diventa più che in passato un vero e proprio villaggio con tanto di tende glamour (il glamping reso noto dal britannico Glastonbury) e sinergie con il trasporto pubblico su gomma e rotaia, con il sogno che si potrebbe realizzare nei prossimi anni di una fermata della ferrovia locale che collegherà il centro città all’Aeroporto di Treviso.

Un giovedì che è stato caratterizzato da una vera e propria British Invasion che ha monopolizzato buona parte degli spot “che contano” dei due palchi principali. Gli Alt-J hanno il compito di essere l’headliner di questo day 1 e, alla conta dei fatti, la loro produzione è di gran lunga quella più elaborata e suggestiva dell’intera giornata, che riprende pari pari quanto proposto nel tour dei palasport dello scorso inverno. Le colonne verticali di led e le luci sono parte integrante del gruppo che con “An Awesome Wave” nel 2012 sovvertì le regole del rock britannico, guadagnandosi al debutto un Mercury Prize.

Per gli amanti del rock più istituzionale il vincitore della serata è Nic Cester, che con “Sugar Rush” riesce a scrollarsi di dosso l’ingombrante ombra dei Jet, rivelandosi un artista con una sua precisa identità. Accompagnato da una band di tutto rispetto (tra i tanti Adriano Viterbini, Sergio Carnevale e Daniel Plentz dei Selton) che si nasconde dietro il monicker Milano Elettrica, alla quale si aggiunge Filippo Graziani per una riedizione del classico del padre Ivan “Monna Lisa”, lo show dell’australiano di origini italiane è un crescendo tra rock e blues di matrice Seventies, come in pezzi come il singolo “Hard Times”.

I White Lies si inseriscono in mezzo agli show di Nic Cester e Alt-J, confermando la doppia anima di band di altissimo livello ma con quel retrogusto di derivativo che rende fin troppo banale un accostamento della loro musica a quella dei Joy Division, un percorso che ha caratterizzato la prima fase della loro carriera (citofonare a “To Lose My Life, proposta anche a Treviso nelle prime battute del concerto) ma che piano piano sta scomparendo nel corso degli anni, dando al combo britannico una natura via via sempre più personale. Un concerto concentrato principalmente sul debutto e l’ultimo lavoro “Friends” per un gruppo che tornerà nei negozi nei prossimi mesi.

Più palchi significano anche molti concerti da poter seguire, e anche il dover scegliere tra il seguire uno show per intero o spezzoni di tanti. Nel corso della giornata tante sono le esibizioni da citare, partendo da quella dei Selton che con la loro musica latina e l’ultimo disco “Manifesto Tropicale” hanno portato un po’ di Sudamerica sul palco di Home Festival; una band tra le più fun da vedere in circolazione e il cui colore non si è per niente slavato negli spazi grandi del Clipper Stage. Sempre per parlare di British Invasion, The Wombats e Django Django sono stati protagonisti di maiuscole esibizioni nel Sun68 Stage, con i primi che hanno letteralmente imballato il tendone da circo sul quale è situato questo palco, attirando l’attenzione anche di nomi come Alessandro Cattelan e Francesco Mandelli, più volte avvistati nell’area del festival nel corso della giornata.

Un festival che ha visto nel corso della giornata anche le esibizioni di Canova, uno dei nomi più in voga nella scena indie nazionale, il cantautore elettronico trevigiano Vettori (ormai di casa a Home Festival), la dance di Bruno Belissimo, il duo uscito da X Factor Sem & Stènn e Damien McFly. Dopo gli Alt-J, spazio per una proposta virata sull’elettronica di George Fitzgerald e Floating Points, le cui eccezioni sono i concerti dei Coma_Cose e del fenomeno del web The André, che a Treviso ha proposto la sua riedizione di British della Dark Polo Gang, che proprio a Treviso si esibirà sabato.

Oggi Home Festival proseguirà con i concerti di Prodigy, Incubus e lo show-evento dei Prozac+.

Nicola Lucchetta, foto di Pietro Rizzato

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