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J-Ax e Fedez, il report del concerto a Napoli del 28 marzo 2017

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Ci si aspettava un altro pienone ed è arrivato. J-Ax e Fedez il 28 marzo 2017 con il loro “Comunisti col Rolex Tour” infiammano e conquistano il Teatro Palapartenope di Napoli, coinvolgendo ed entusiasmando i tantissimi fan presenti al concerto.
Non c’è il sold out – sia chiaro – con il teatro che si riempie a mezz’ora dall’inizio e con diversi spazi vuoti a circondare gli aficionados, a stretto contatto con il palco. Trentotto canzoni, tra mix e mashup, per quasi due ore e mezza di concerto: i due rapper nei live vogliono soprattutto divertirsi ed i sorrisi che regalano non sono pochi. Ci sono tutte le fasce d’età, dai bimbi di dieci anni agli over cinquanta, e di musica ce n’è per tutti.

Dopo una “Bella ciao” rivisitata al piano, i due artisti fanno il loro ingresso sul palco. Non male anche la scenografia: una piramide led su due piani, con i coristi a guardare dall’alto in basso il duo che si scatena. “Musica del cazzo” e “Senza pagare” – quest’ultima accompagnata dall’applauso al “fondoschiena” di J-Ax – rompono il ghiaccio. Poi “Il bello d’esser brutti” e “Pensavo fosse amore e invece…” scaldano definitivamente il pubblico. Dopo l’attuale singolo “Piccole cose” i ritmi si abbassano e Ax si esibisce da solista al centro del teatro con “Non è un film”. Il tempo di riprendere fiato e si torna a ballare con “Spirale ovale” che conquista tutti, soprattutto gli ormai ex adolescenti.

Sia Fedez che il suo collega inseriscono in scaletta i propri cavalli di battaglia, alternandosi al microfono. È però Ax a fare più breccia nel cuore di chi ascolta e canta, segno che l’affetto per le sue canzoni è immutato anche a distanza di anni e scelte. “Gente che spera” infiamma il Palapartenope ed arrivano anche i complimenti di Fedez: “Quello di Napoli è l’unico pubblico che canta e batte a tempo, incredibile”.
A metà spettacolo viene presentato Paolo Jannacci, che si esibisce alla fisarmonica per “Comunisti col rolex”. Anche Fedez sa accendere i suoi e lo fa con “Generazione Boh” – dove Ax è protagonista con due pistole spara-fumo – e “Tutto è magnifico”. Nel mentre, il notevole colpo d’occhio del pubblico che accompagna con le luci dei propri smartphone l’esibizione di “Cigno nero”.

Complice un discorso sui gusti musicali in comune ai due rapper, sale in cattedra Fedez che accompagna alla chitarra il tris “Olivia oil”, “Fabrizio fa brutto” e “Non c’è due senza trash”, rivisitati in chiave punk-rock con dei giri stile Green Day e Blink-182 a far saltare il pubblico. Dopo tre brani di calma piatta si ricomincia a ballare, ancora una volta: “Immorale”, “Alfonso Signorini (eroe nazionale)” e l’eterna “Più stile” portano lo spettacolo all’apice, con tanto di giro sui fan da parte di Fedez, a bordo di un’enorme palla di gomma. Due discorsi, uno per i fan e l’altro rivolto agli italiani presentano rispettivamente “Piccoli per sempre” e “L’Italia per me”.

Prima del gran finale c’è spazio per le polemiche, con un hater che sale sul palco ad accusare i due di essersi venduti al populismo e al mondo commerciale. Sketch programmato, con il pubblico che inizialmente riempie di fischi l’attore che si proclama attivista di “Indipendent Napoli”: è il loro modo di fare retorica e rispondere alle accuse.

Siamo ai saluti. “Pieno di stronzi”, “Maria Salvador” e “Vorrei ma non posto” chiudono il concerto tra coriandoli ed ultime grida.
J-Ax e Fedez vogliono scatenarsi e cantare. Missione compiuta. I brani immortali del loro repertorio restano quelli più amati dal pubblico. Di “Comunisti col Rolex” sono poche le canzoni che arrivano di più (oltre ai già singoli, bene “Cuore nerd”, “Pieno di stronzi”, “Musica del cazzo” e “Meglio tardi che noi”), mentre le altre sembrano ancora ingessate. Consigliato a chi vuole divertirsi. Non agli haters, ovviamente.

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