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Le Luci Della Centrale Elettrica, il report del concerto a Bologna del 21 aprile 2017

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21 aprile 2017: Le Luci Della Centrale Elettrica in concerto all’Estragon di Bologna.
Mi avvicino al palco con una tempistica perfetta: Marianne Mirage imbraccia la sua Gibson bianca, e inizia a cantare. Esegue una manciata di brani, in una manciata di lingue, ed è ottima. Il secondo musicista ad aprire la serata è un volto storico del rock alternativo italiano, Giorgio Canali, anche lui accompagnato soltanto dalla chitarra elettrica, e da un certo carisma. Il sound di Canali è musicalmente scarno e di forte impatto sia sonoro che testuale; che piaccia o meno è una “vera rockstar”, tanto che al fan che grida un titolo di una canzone risponde “L’avrei suonata sai? E invece ora no, non sono un Jukebox *bestemmia*“.

In quanto concittadino di Vasco Brondi, questa sera colgo l’occasione per colmare una grossa lacuna: non ho mai visto Le Luci Della Centrale Elettrica dal vivo. Dieci anni fa scoprivo la birra al Korova Milk Bar di Ferrara, un tripudio di omaggi a Kubrick dei fratelli di Brondi, ma non ricordo di aver nemmeno mai incontrato Vasco (non con coscienza di causa, almeno).

Dieci minuti dopo le dieci, arriva il momenti delle Luci. Vasco Brondi, giacca nera e maglietta rossa, sale sul palco per ultimo, e subito si scatena con “Qui”, dall’ultimo album pubblicato: “Terra“. Il nuovo album viene suonato per intero, tutte le dieci tracce, e nonostante si tratti di una formula inusuale secondo lo stesso cantante, funziona bene, e dimostra un certo attaccamento e un orgoglio nel mostrare il frutto del proprio lavoro. Tra i migliori brani, spiccano “Il waltz degli scafisti”, “Nel profondo Veneto” e “A forma di fulmine”.
La scaletta dei concerti subisce poche variazioni rispetto alle scorse date, ed è interessante notare come all’ascolto risaltino immediatamente le tracce di più recente produzione, più “etniche”, un folk misto derivato da diverse tradizioni che Brondi definisce “filologicamente scorretto”, rispetto a quelle degli scorsi anni, più dirette musicalmente e con testi riconoscibili per l’inarrestabile flusso di parole. Giorgio Canali torna sul palco per “Piromani”, da “C’eravamo abbastanza amati”, che ci dicono sia stata suonata insieme soltanto tre volte per ora (soundcheck incluso).

L’impatto sonoro e l’energia sprigionata dalla band superano di gran lunga le mie aspettative di neofita. Un concerto de Le Luci Della Centrale Elettrica è un live a tutto tondo: unisce a ottima musica testi come è risaputo estremamente curati, facendo ondeggiare l’ascoltatore come un pendolo tra il semplice godersi la canzone e il riflettere sui temi proposti.

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