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Queens Of The Stone Age, il report e le foto del concerto di Bologna del 4 novembre 2017

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I Queens Of The Stone Age si sono esibiti sabato 4 novembre 2017 all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO) nell’unica data italiana del loro tour europeo. Di seguito foto e report del concerto.

Quando esattamente i Queens of the Stone Age si sono trasformati da band rock stoner a band tutta da ballare? Di certo ieri all’Unipol di Bologna questa trasformazione è parsa lontanissima nel tempo e frutto di un percorso naturale, dove un set con i pezzi nuovi di “Villains” hanno vestito di rinnovato mood heavy rockabilly tutto lo show influenzando anche il materiale più datato.

Josh Homme è il solito imponente bullo da palco, gli scambi con il pubblico sono centellinati e al limite fluttuante tra l’adulazione erotica e l’aperto insulto, come uno scambio da strada tra due inamorati violenti.

Così il palco si accende come un set di un film cyber-punk, con led filoformi che si illuminano di tutti i colori e sembrano anche loro dettare il mood della serata musicale, un ondeggiare continuo a ritmo di rock, tubi fluorescenti spesso malmenati e maltrattati dai musicisti sul palco.

Gli spettatori sono tantissimi e riempono a dismisura il palazzetto, creando anche qualche tensione dal punto di vista dell’ordine e della sicurezza delle persone immediatamente sotto il palco. Josh tenta di sedare nel limite del possibile gli animi a suo modo, inneggiando all’energia usata esclusivamente per fini amorosi e non violenti, arrivando a sfoggiare tutto il suo ego durante un alterco con uno spettatore reo di avergli mostrato il dito medio.<Vorresti essere me, ma non lo sarai mai. Io sono meglio di te. >Intimando allo sventurato di usare tale dito per infilarselo potete immaginare dove.

I QOTSA suonano in maniera esemplare e potente, con pochissime concessioni al materiale più vecchio, come “Mosters In The Parasol” e la chicca “Mexicola” dal primissimo album omonimo del lontano 1998. L’album più saccheggiato dal set di ieri, a parte l’ultimo arrivato “Villains”, è quello immediatamente precedente, il gigantesco “Like Clockwork”. A lui affidata l’apertura con “If I Had A Tail” ma anche i singoli “My God Is In The Sun”, “I Sat By The Ocean” e la stupenda “I Appear Missing”, e dietro agli occhi ancora scorrono le meravigliose immagini del corto animato dell’inglese Boneface, autore anche della bellissima copertina dell’album.

Le nuove canzoni trasformano Josh Homme in un nuovo Elvis, molleggiato e irriverente, che distrugge ogni remora e indugio di tutti i presenti facendoli ballare, irresistibile “The Way You Used To Do” e “Your Head Is Like a Hounted House”, intensa e piena di atmosfera “Villance Of Circumstances”, sfrontata e ipnotica “Domesticated Animals”, con in aggiunta i monumenti di rock e funky miscelato di “The Evil Has Landed” e “Feet Don’t Fail Me”.

Ovviamente presente “Song For The Deaf” con pezzi ultra rodati come la famigerata “No One Knows” e solo un passo indietro “Go With The Flow”, mentre “Song For The Death” è lasciata come ultima mazzata alle energie dei fan, a scatenare un pogo inarrestabile che rischia di far venire giù l’arena. C’è poco degli album “Era Vulgaris” (“Sick Sick” e “Make It Witchu”, suonata in una carica erotica al limite dell’osceno) e “Lullabies To Paralyze” (la sola “Little Sister”).

Molti dubbi e discorsi sono esplosi ai primi ascolti dell’ultimo album Villains, precursore di un cambio di veste più scanzonata e ballerina, dopo il mood fantasticamente dark di Like Clockwork. Ma vederli dal vivo ha confermato una sensazione già chiara a chi li conosce bene, che sotto una illusione di leggerezza e sbruffonaggine rimane quella profondità di espressione e scrittura che li ha sempre caratterizzati, con Josh Homme magnifico esecutore e primo creatore.

Il concerto è stato una tempesta di ormoni che ha innalzato progressivamente la temperatura dell’ambiente fino a livelli di quasi sublimazione, dove il rock è stato il viatico a una liberazione di nervi e umori totale avvalendosi di uno dei suoi ruoli e giustificazioni di vita primari, quelli di trasformarsi in energia primordiale che ci trasformi in animali non addomesticati, liberi e vivi. Liberi di amare. Josh Homme con i suoi Queens Of The Stone Age ci ha portato ai primordi dei nostri sensi e delle nostre pulsioni e ci ha dato la possibilità di farle esplodere fino al cielo. Sempre però stando attenti a non fare male agli altri, senza tralasciare l’amore per tutto, per noi e per gli altri. Altrimenti si arrabbia, potete fidarvi.

Daniele Corradi – Foto a cura di Roberta Tagliaferri

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