Rage Against The Machine – Stadio Braglia, Modena 14 giugno 2008

Adrelina allo stato puro per la reunion dei Rage Against The Machine che a Modena hanno dato dimostrazione (ancora una volta) di tutta la loro energica carica crossover, proprio come ai tempi in cui presentavano il loro primo lavoro assieme a Tool e Fishbone all’allora City Square di Milano.

Lo spettacolo inizia con il suono delle sirene antiaeree ed il gruppo inquadrato sul palco, uno di fianco all’altro, vestiti con le tute arancioni ed i cappucci neri come i detenuti della base militare di Guantanamo di stanza a Cuba. Un’ immagine sonora e visiva di grande impatto emotivo, tenuto conto della recente sentenza della Corte Suprema Americana circa lo status dei detenuti e della loro diritto di ricorrere ad un tribunale civile americano contro la loro detenzione.
Le sirene lasciano quindi il posto al riff di “Bombtrack” e relativo delirio dei 20.000 spettatori. Neanche il tempo di riprendere il respiro che parte “Bulls on parade” seguita da “People of the sun” e “Testify”. Si ritorna quindi al primo album sulle note dell’intro della inconfondibile “Know your enemy” con il bassista Tim Commerford che si avvicina al batterista Brad Wilk per dargli supporto nella conta degli 8 giri sotto il cantato. Si rimane ancora al loro capolavoro in studio facendo, però, un salto indietro alla traccia numero cinque: il basso annuncia “Bullet in your head”.

Momento di stanca con “Born of a broken man” e per rivedere energia si dovrà aspettare una sentita “Guerrilla Radio”. Si ricomincia, quindi, con un nuovo crescendo. Ed allora ecco il riff di “Sleep now on the fire” e “Wake up”, che chiudono la prima parte dello spettacolo. Il bis inizia con “Freedom”, partendo sottotono con inesorabile effetto crescendo, seguita da lì a poco dalla splendida “Killing in the name” che chiude uno spettacolo per il quale valeva davvero la pena fare questo viaggio!

Grazie a Mattia Felletti

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