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Todays Festival 2019, il report e le foto della terza giornata

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Com’è che dicono? Tutte le cose belle hanno una fine. Non fanno eccezione né l’estate (anche se, formalmente, ci resta ancora un mesetto) né la quinta edizione del Todays Festival. Con la terza giornata ci si appresta a salutare il festival indie torinese, con un arrivederci all’anno prossimo. Ma prima del congedo ci sono ancora alcuni artisti che vogliono dire la loro: Sleaford Mods, Nils Frahm, Parcels, Balthazar, Johnny Marr e Jarvis Cocker, con il suo nuovo progetto Jarv Is.

Con Jason Williamson alle parole ed Andrew Fearn alla musica, gli Sleaford Mods forniscono ancora una volta una sgangherata voce alla working class. Con la furia degna dell’act più anomalo e ingestibile di tutto il Regno Unito, gli idoli del proletariato britannico ribaltano la cattedrale industriale del parco urbano Aurelio Peccei (mai location fu più azzeccata, peraltro).
Mentre il duo di Nottingham conclude il suo crudo spettacolo, rendendo l’ultima domenica pomeriggio d’agosto la più rilevante del mese per la un buon numero di torinesi, allo sPAZIO211 ci si prepara per l’ultimo atto.
I Parcels inaugurano la giornata all’area estiva del club di Via Cigna con uno degli show più brillanti del festival. C’è tecnica, grinta e tanto talento che emerge in ogni brano proposto sul palco del Todays. Eccezionale poi il siparietto messo in piedi involontariamente con la loro radio, che ovviamente si sintonizza senza alcuna difficoltà su Radio Maria, regalando alla platea italiana un momento trash da tramandare di generazione in generazione.

Ad apparire sottotono sono invece i Balthazar, che rispetto all’analogo act pomeridiano visto in occasione del Firenze Rocks, appena due mesi fa, si presentano sul palco lievemente svogliati. L’impressione del compitino svolto per dovere rovina un po’ un’esibizione che conferma comunque l’ottimo livello raggiunto dalla band belga arrivata al quarto disco. Ed è proprio Fever, album uscito all’inizio di quest’anno e ancora in fase di promozione, a riempire quasi totalmente la setlist. Al netto dello scazzo sul palco, i pezzi sono fighi e al pubblico piacciono. Con un pizzico di personalità in più potrebbero presto salire in cima alle line-up estive.

Cambio passo deciso per Johnny Marr, il leggendario chitarrista dei The Smiths che a quasi 56 anni, con circa 37 anni di attività musicale, dà una bella lezione di stile agli sbarbatelli. Il tempo è poco e questo potrebbe anche urtare chi avrebbe voluto vederlo – giustamente – in uno slot da headliner, ma con la giusta esperienza e l’umiltà di chi ha riavviato la propria carriera con un progetto solista, il buon Johnny fa tesoro della sua oretta e non si risparmia. I pezzi dei suoi tre dischi solisti non sfigurano, nemmeno in mezzo a qualche formidabile cover (come I Feel You dei Depeche Mode, memorabile) e a capolavori assoluti della sua precedente vita musicale, come Bigmouth Strikes Again, How Soon Is Now e There Is a Light That Never Goes Out, che fanno scappare qualche lacrimuccia ai nostalgici fan dei The Smiths.

Alla lezione di Johnny Marr risponde Jarvis Cocker, che ci accoglie alla master class definitiva sullo stile. Nessuno può star dietro all’ex leader dei Pulp. Un vero mostro dell’intrattenimento, che tra monologhi, balli splendidamente coreografati e l’elaborazione di numerosi concept artistici riesce a creare lo spettacolo più stratificato e ricco di tutto il festival. Un solo brano dei Pulp viene concesso ai fan (His ‘n’ Hers) ma fa parte del suo personaggio e va bene così, anche perché l’attenzione è tutta per il suo nuovo progetto, Jarv Is. Che a dire il vero risulta un po’ inafferrabile e avrà bisogno di tempo per essere espresso nel pieno del suo potenziale, sia in studio che in sede live.

Al talentuoso Nils Frahm, infine, il compito di chiudere l’edizione 2019 del Todays Festival, direttamente dalla piazza interna dell’ex Fabbrica INCET. Propone brani da Spaces e dal più recente All Melody, escludendo gran parte della discografia (tra cui la magnifica colonna sonora di Victoria, ahimé) ma l’obiettivo è quello di ricreare l’atmosfera di quei due lavori e ci si mette poco a capire il perché. Il live di Nils è un tornado di emozioni, avvolgente e perfetto per porre un autorevole sigillo alla manifestazione di Torino. Che alla sua quinta edizione fortifica ancora di più il suo status di evento cardine dell’estate indie italiana.

Foto di Franco Rodi.

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