Music Attitude

I Baustelle presentano L’amore e la violenza vol. 2: “L’amore è distruttore”

baustelle-presentano-amore-e-violenza-vol-2-amore-e-distruttivo

L’amore e la violenza sono due entità inseparabili, lo sanno i Baustelle e ce lo raccontano con “L’amore e la violenza vol. 2 – dodici nuovi pezzi facili”, che, fuori venerdì 23 marzo, a appena quattordici mesi dal precedente “L’amore e la violenza”, ne prosegue l’indagine sul tema, ma da una diversa angolatura. Il quadro si stringe e le “dodici canzoni d’amore in tempo di guerra” del vol. 1, diventano pure canzoni d’amore, ma di un amore che inevitabilmente porta con sé il seme della negazione, come ha spiegato Francesco Bianconi, ieri, in conferenza stampa a Milano.

Per me l’amore è… è molto divertente rispondere a una platea di giornalisti: “per me l’amore è”, non l’avrei mai pensato. Ad ogni modo, in amore ci scappa il morto, cioè è il sacrificio dell’io, l’annullamento del sé per l’adesione ad un oggetto altro. Lo chiamo oggetto ma non voglio assolutamente essere anti femminista, questo oggetto può essere la tua fidanzata, tuo figlio, dio. Filosoficamente parlando l’amore è negativo in partenza. Può sublimarsi nel piacere più grande che c’è se tu riesci ad annullarti e a dare all’altro senza chiedere in cambio nulla, però noi viviamo in una società che non promuove assolutamente questo tipo di concezione, anzi è il contrario, viviamo in una società di grande massaggio all’ego: andiamo in palestra, vogliamo vivere per sempre, vogliamo essere belli, magri e l’amore per come lo intendo io è il contrario di questo, è negativo, è sporco, va pensato in quanto finito, è distruttore. Quindi, la guerra non è affatto finita in queste canzoni, anche se in maniera diversa da quella raccontata nel “vol.1”, che era intesa come quella del contesto storico e sociale che stiamo vivendo”.

Nato durante il tour a supporto dell’ultimo disco della band di Montepulciano (una prima volta assoluta), questo vol. 2 rappresenta una sfida per i suoi autori, che rivisitano, mantenendosi lontani da canoni di genere, il terreno abusato, se vogliamo, della canzone d’amore. Ironici e “oscenamente pop“, i Baustelle portano a casa il risultato con un disco complesso. “Dodici nuovi pezzi facili” (citazione del fil del 70 con Jack Nicholson, “Cinque pezzi facili”), che facili non sono, ma si allineano nei toni alla definizione data dallo stesso Bianconi per il vol. 1: “musica leggera pesante“.

Stavolta abbiamo detto: scriviamo soltanto d’amore e l’amore è la cosa più cantata, più abusata, logorata e codificata nelle canzoni, per cui spiritosamente diciamo canzoni facili perché si tratta di una materia già sentita”. Ed è qui che i Baustelle fanno la differenza, giocando con concetti, parole, musica e la loro tipica ironia dissacrante, fino a riuscire a soffiare un po’ di vita in una materia apparentemente trita e ritrita con canzoni meravigliosamente storte, come il singolo di lancio del progetto, “Veronica, N. 2”, “L’amore è negativo”, “Tazebao” o “Perdere Giovanna”.

Ci sono anche un paio di pezzi strumentali, a incardinare il parallelismo con il vol. 1: l’opening track “Violenza” e “La musica elettronica”, che fa il paio a “La musica sinfonica” contenuta nel suo predecessore. Pezzi in cui emerge prepotente la passione per le colonne sonore dei film noir e horror degli anni 70 e del lavoro di band come gli Osanna o i Goblin. Non è una novità, si vedano le sei tracce strumentali del disco del 2013, “Fantasma”, o più in generale le aperture strumentali che sbocciano di sovente nei pezzi della band (“finestre da cui godersi il panorama”, le definisce Bianconi), bensì una dichiarazione, quella dell’interesse a proposte per la realizzazione di colonne sonore.

L’amore per il cinema c’è sempre stato e una delle influenze degli inizi era proprio quella di mescolare elementi rock e colonne sonore di musicisti anche un po’ oscuri. Siamo nati in un periodo in cui all’estero cominciavano a riscoprire compositori eccezionali italiani degli anni 60 e 70, che poi, per fortuna, sono stati rivalutati: Piccioni, Trovajoli, oltre a Morricone, ma c’era tutto un sottobosco di musicisti che si definiva lounge, easy listening alla fine degli anni 90, inizio 2000 e noi ascoltavamo cose che venivano dall’estero, dove stavano riscoprendo prima di noi italiani questi compositori, che già a noi segretamente, in maniera un po’ perversa, piacevano. Questo amore quindi c’è sempre stato e continua ad ispirarci”, ha raccontato Bianconi.

D’altro canto, come conferma Rachele Bastreghi, la musica dei Baustelle nasce spesso senza un testo, per assumere la forma canzone solo in un secondo momento. È andata così anche questa volta, salvo il fatto che le dodici canzoni di questo disco sono nate in tour, tra una stanza d’albergo e l’altra.

Sono canzoni diverse musicalmente da quelle di “L’amore e la violenza”, perché essendo nate on the road sono state composte, più che nei dischi precedenti, con la chitarra. Sembrerà strano, ma se uno si siede al piano per cominciare a comporre un qualsiasi pezzo di musica è come se avesse immediatamente disponibile una maggiore complessità, più colori sulla sua tavolozza. La chitarra, anche proprio per un limite fisico nel creare delle sfumature armoniche, ti porta a scrivere canzoni armonicamente più semplici, più veloci e quindi più pop e rock’n’roll classico. Molte canzoni di questo disco sono state scritte con la chitarra e questo ha influenzato tutta una serie di cose dalla scrittura del testo, al cantarci sopra, in questo disco, infatti, sono più spigoloso e spero di avere più tiro ritmico più tigna come si dice in Toscana. È una differenza che sento anch’io. I sintetizzatori ci sono, perché comunque volevamo che fosse contiguo al vol. 1, ma sopra ai synth ci sono più chitarre dell’altra volta. Tutto sommato credo che il suono di questo disco sia una fotografia abbastanza precisa di quello che siamo adesso”, ha concluso Bianconi.

Come ci si attendeva, un disco interessante, che la band, dopo le tappe instore, che da venerdì 23 marzo toccheranno Milano, Genova, Torino, Bologna, Firenze, Napoli e Roma, porterà dal vivo in una decina di date a partire da aprile.

Baustelle Tour 2018:
Venerdì 7 aprile – Senigallia (Ancona) – Mamamia;
Giovedì 12 aprile – Bologna – Estragon;
Venerdì 13 aprile – Fontaneto D’Agogna (Novara) – Phenomenon;
Domenica 15 aprile – Milano – Alcatraz;
Lunedì 16 aprile – Firenze – Obi Hall;
Giovedì 19 aprile – Roma – Atlantico;
Venerdì 20 aprile – Napoli – Casa della Musica;
Domenica 22 aprile – Torino – OGR;
Venerdì 27 aprile – Padova – Gran Teatro Geox.

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.