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Intervista ai Blugrana: “Ecco il nostro hard rock per i tempi moderni”

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A quattro anni dal loro secondo disco, “Così Lontano”, i Blugrana tornano con una formazione rinnovata e due singoli che anticipano il nuovo disco in uscita il 22 marzo. Dopo il primo “Ora sei… cosa sei?”, è da poco uscito “Bellissimo”, una ballad dai toni romantici e introspettivi. Nata da un sogno di Marcello Mautone, in cui era protagonista insieme a Lucio Dalla, il pezzo racconta di quanto spesso le persone si buttino via, schiacciate da una vita difficile e frenetica, cercando nell’auto-esilio la soluzione ai problemi. La verità, però, è che non ci si salva mai da soli, a volte, nella sofferenza, basta solo alzare lo sguardo e vedere una mano tesa, pronta ad aiutare.

Composta da Marcello Mautone (voce e chitarra), Biagio Siero (batteria) e le due new entry Matteo Cavanna (chitarra) e Marco Marzaroli (basso), la band, con alle spalle una nutrita serie di date in apertura ad artisti come Moltheni, Ministri, Verdena, Subsonica, Bud Spencer Blues Explosion, tornerà dal vivo in primavera, a breve l’annuncio delle date sui suoi social.

“Bellissimo” è nato dopo un sogno che hai fatto con Lucio Dalla.
Un pomeriggio a casa mi sono assopito mentre girava un brano di Lucio Dalla, non ricordo neanche quale, ma il disco era “Lucio Dalla”, e ho sognato che io e lui eravamo in questa spiaggia del Cilento, dove la mia famiglia vada generazioni, a scrivere insieme. Appena sveglio le strofe di questo pezzo sono arrivate di getto.

Come si legano il sogno e il testo di questa canzone?
È difficile da dire, perché il processo creativo di questa canzone si è evoluto in maniera così strana rispetto al solito, che non me lo so spiegare. Il brano non parla di Lucio dalla, quindi credo che sia una cosa più intima, che riguarda il subconscio, non so spiegare esattamente, quello che so è che, dopo il sogno, ho scritto le strofe di getto.

Il brano è più morbido nei suoni rispetto al precedente, “Ora sei… cosa sei?”. Dal punto di vista delle tematiche, però, i due brani mi sembrano legati dall’idea di un uomo quasi nemico di se stesso o quantomeno, incapace di trovare in sé le risposte esistenziali che cerca.
Ci sta, perché l’album che anticipano sarà un concept, pensato per raccontare la storia di una persona moderna, uomo o donna che sia, che vive i tempi moderni, con tutti quei momenti di instabilità e di incertezza, che portano la persona a chiedersi che posto ha nel mondo. Quando si è giovani ci si creano delle aspettative, che poi col tempo non si realizzano, mutano e la persona si trova a chiedersi che cosa è. Poi acquisendo nuovamente la propria identità o almeno la parvenza di quella che crede che sia la propria identità, piano piano arriva a d un’evoluzione intellettuale e a un nuovo equilibrio. Sono contento che tu abbia colto questa connessione tra “Ora sei… cosa sei?” e “Bellissimo”.

Per quanto riguarda i suoni, in che modo i due singoli sono rappresentativi del disco che uscirà in primavera?
Sono quasi uno l’opposto dell’altro come arrangiamenti, più rock, con sonorità moderne “Ora sei… cosa sei?”, mentre “Bellissimo” è la classica ballata romantica, sognante e riflessiva. IL disco però sarà più sull’onda di “Ora sei…” con sonorità molto potenti, che per certi versi ricordano l’hard rock, ma moderno.

Questo disco arriva dopo un cambio di formazione. Come ha cambiato le cose?
Sono sempre io che scrivo i testi delle canzoni, in base a quello che mi gira intorno, semplicemente cambia il vestito. Matteo e Marco hanno portato questo, un vestito nuovo.

State anche partecipando a Sanremo Rock. Vi siete qualificati per la semifinale, raccontami come sta andando quest’avventura.
La prima fase l’abbiamo fatta per scherzo, siamo passati e così abbiamo iniziato a crederci un po’ di più. Ora siamo in semifinale, devono ancora dirci dove verrà fatta, il contest è a livello regionale, comunque ne verranno fuori solo due, che poi in primavera andranno a fare la finale all’Ariston a Sanremo.

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