Intervista agli Sleeping With Sirens: “Siamo una band che non si prende una pausa”

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Gli Sleeping With Sirens terminano con un tour europeo con i Good Charlotte la promozione dell’ultimo lavoro “Gossip”, uscito più di due anni fa.

In occasione di questo tour, che farà tappa anche in Italia il 3 febbraio all’Alcatraz di Milano, abbiamo incontrato il chitarrista Nick Martin per due chiacchiere.

Avete pubblicato “Gossip” ormai due anni fa. Come puoi descrivere il bilancio di questo disco dopo così tanto tempo?
Siamo cresciuti molto dalla pubblicazione di “Gossip”, l’obiettivo e la direzione della band è cambiata molto, in meglio. Siamo coinvolti anche nella registrazione del nuovo disco, che sarà un percorso incredibile per noi, quasi terapeutico. Molto nella vita è stato vissuto e acquisito da “Goddip” e non vediamo l’ora di iniziare un nuovo capitolo.

Cambiereste qualcosa? Come ad esempio il fatto che vi servì molto tempo per completarlo?
Nessun rimpianto. Tutto è stato una sorta di esperienza di apprendimento della vita e ciò è stato la registrazine di “Gossip”. Ci sono cose che non faremmo più, certo, ma non sono necessariamente delle cose negative. “Gossip” necessitò di una lunga gestazione, ma è ciò che decidemmo di fare, giusto o sbagliato che fosse. Personalmente è un qualcosa che non vorrei rivivere in futuro, ma nessuno è a conoscenza di come andranno i lavori per i prossimi dischi. Una cosa è certa: il prossimo lavoro non necessiterà di tutto questo tempo. Uscirà in maniera naturale.

“Gossip” è il vostro primo disco con una major come Warner. Il vostro approccio è cambiato dopo una lunga esperienza da indipendenti?
No, abbiamo avuto libertà creativa da Warner Music, cosa che abbiamo apprezzato molto. In realtà siamo il gruppo che non intraprenderebbe percorsi che vedrebbero coinvolto anche un intermediario: vogliamo lavorare solo con noi stessi.

“Legends” è stato l’inno del Team Usa alle ultime Olimpiadi Invernali. Come siete entrati in contatto con loro? Il brano è stato scritto per questa occasione?
Il nostro grandissimo manager, Benji Madden, ci ha permesso di ottenere questo traguardo. Siamo stati la band giusta al momento giusto. Stavamo ancora registrando “Gossip” e una demo di “Legends” venne fatta ascoltare ad uno del comitato olimpico che disse sin dal primo momento di volerlo come inno. Andò così.

Sarete in tour proprio con i Good Charlotte. Li considerate un’influenza?
Fortunatamente abbiamo avuto l’occasione di lavorare spalla a spalla con loro, ma personalmente abbiamo un rapporto ancora più stretto. In passato le nostre band andarono in tour insieme ed aveva senso continuare questa esperienza anche in Europa. Sono una grossa influenza per noi come band, siamo cresciuti con la loro musica e andando ai loro concerti. Ero un teenager quando li vidi per la prima volta ad aprire per gli MXPX ed è strano pensare che ora stiamo andando insieme in tour. Molto strano.

Due anni di tour: vi prenderete una pausa o lavorerete al nuovo disco?
Il nuovo disco è pronto, non siamo la band che si prende una pausa.

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