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Intervista ai Thema: “Quello che può fare la musica è davvero incredibile”

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Dopo l’uscita dell’EP “Fuiste solamente mia”, disponibile su tutte le piattaforme streaming e in digital download,  i milanesi Thema si preparano alla partenza per il Cile. Li attende il Festival Internacional de la Canciòn di San Francisco, dove il 15 e il 16 febbraio presenteranno il singolo “ES INCREÍBLE”, traduzione di “Incredibile” contenuta nell’omonimo disco d’esordio, datato maggio 2018, della band, composta da  Stefano Parmigiani (chitarre, voce), Mattia Missaglia (basso), Luca Ferrara (batteria, percussioni e voce) e, last but not least, Thomas Moschen (voce, piano, chitarra acustica), che abbiamo sentito per farci raccontare questa nuova avventura d’oltreoceano.

Il 15 e 16 febbraio sarete al Festival Internacional de la Canción de San Francisco in Cile, sensazioni pre partenza?
È una figata, è la prima volta che andiamo in America Latina e anche la prima che usciamo dall’Europa. Ci auguriamo il meglio, nel senso che la musica italiana nella maggior parte dei casi esce sempre vincitrice in America Latina, quindi speriamo di tornare con qualche bella soddisfazione. Ma sicuramente sarà un viaggio interessante, saremo anche ospiti alla Tv Nacional, insomma, abbiamo un po’ di appuntamenti e siamo carichi.

Come ci siete arrivati?
Un po’ per caso, come capitano spesso le cose migliori. Abbiamo avuto il piacere enorme di conoscere il produttore cileno Oscar Peña, che ha sposato la causa Thema e in Cile ci farà da manager. Così siamo riusciti a ottenere l’attenzione del pubblico cileno.

Sarete l’unica band europea in gara con il brano “ES INCREÍBLE”, traduzione di “Incredibile”. Raccontami questa scelta?
In Cile è estate e questa canzone ha il suono giusto. Poi ci sembrava giusta, perché parla della musica e per noi è incredibile con la nostra musica arrivare ad avere dell’interesse da parte di un pubblico così lontano dall’Italia, quindi è l’ennesima conferma che quello che fa la musica è incredibile.

Rappresenterete l’Italia, ma soprattutto voi stessi, cosa ci tenete a portare su quel palco?
Intanto il fatto di essere italiani, di cui siamo orgogliosi, ma poi anche la freschezza che ci contraddistingue e tutti i sacrifici che abbiamo fatto per arrivare a una scelta del genere, perché dietro la musica c’è tantissimo lavoro, benché a volte si pensi che sia tutta pazzia e estro, in realtà c’è tanto lavoro, ricerca, sacrifici.

Band italiana, ma brano in spagnolo, come l’EP in uscita domani, che la contiene: “FUISTE SOLAMENTE MIA”. Quanto e come guardate all’estero?
Il giusto, considerando che l’Italia è un po’ un Paese limitato, nel senso che quello che va oggi non va domani e viceversa, noi italiani siamo famosi per questa cosa, in tutti i campi, non solo nella musica. Quello che interessa a noi è fare musica e farla sentire a più persone possibili, quindi che sia in Cile, in Giappone o in Italia non cambia molto per noi. Poi ovviamente avere u successo pazzesco nel proprio Paese fa piacere ed è quello che ci si augura, ma alla fine noi vogliamo essere felici con la nostra musica e magari rendere felice anche chi la ascolta, questo scambio di felicità e di emozione è la cosa che ci fa stare bene.

Com’è stato cantare in spagnolo?
Sono stato a Barcellona qualche mese, quindi lo spagnolo mi appartiene un po’, non è stato uno shock.

Raccontaci un attimo l’EP, i brani che avete scelto sono abbastanza morbidi nell’economia generale del vostro sound. È un’esigenza di contesto?
Si, abbiamo scelto i pezzi che in America Latina potrebbero funzionare di più in questo momento.

Ora c’è il Cile e poi, cosa vi attende al rientro in Italia? 
Sinceramente, visto il programma di questi dieci giorni in Cile, stiamo pensando a riuscire a fare tutto i così poco tempo, perché è così lontano che vuoi cogliere tutte le occasioni possibili mentre sei lì. Tornati in Italia andremo avanti a lavorare in vista del prossimo progetto discografico.

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