Ivano Fossati racconta Giorgio Gaber con “Le donne di ora”

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È uscito lo scorso 23 marzo “Le donne di ora”, la raccolta di canzoni di Giorgio Gaber ideata e prodotta da Ivano Fossati, per il quindicesimo anniversario della morte dell’indimenticabile signor G.

Presentato alla stampa nell’ambito del programma “Cantiere Evento”, nel cantiere del Teatro Lirico di Milano, dove Gaber tenne numerosissimi concerti e che gli verrà intitolato, il disco è il primo e più importante atto della serie di iniziative della “Milano per Gaber”. Quattro incontri organizzati dalla Fondazione Gaber con il Piccolo Teatro di Milano in collaborazione con il Comune e che, come ogni anno, nella sede storica del teatro intitolato a Paolo Grassi, faranno rivivere, dal 26 al 29 marzo, l’arte di Giorgio Gaber.

Torno in questo teatro dopo più di trent’anni e mi emoziona tantissimo”, ha confessato la figlia Dalia Gaberscik. “L’amministrazione e il Comune hanno sempre creduto che questo sarebbe stato il teatro di mio papà e questo mi fa un enorme piacere, perché va oltre la nostra attività come Fondazione, va oltre tutto. L’anno scorso, poi, dopo lo spettacolo di Neri Marcorè della “Milano per Gaber”, Ivano è venuto da noi e ci ha detto: “cosa dite, io avrei voglia di fare un disco”. È stata la sorpresa più grande che ci potesse fare e ne siamo assolutamente onorati”.

“Le donne di ora”, si intitola così l’album, come l’inedito scritto dal signor G con Sandro Luporini nella primavera del 2002, inciso nel novembre dello stesso anno e non entrato nell’ultimo disco dell’artista, “Io non mi sento italiano”, pubblicato postumo nel gennaio 2003. Accanto a questa chicca riemersa dagli archivi della fondazione, tredici canzoni di Gaber e una cover di “Te lo leggo negli occhi” di Sergio Endrigo, inserita “per mostrare il Gaber cantante, il segno tangibile della sua generosità”, ha confessato Fossati che all’artista era legato da un mutuo rapporto di stima professionale e umana.

Una raccolta, che ripercorre tutte le fasi dell’opera di Giorgio Gaber, dagli albori, fino al Teatro-Canzone con Luporini e agli ultimi capolavori, tutti riprodotti e rielaborati da Fossati secondo le più avanzate tecnologie del suono.

I ragazzi di vent’anni sono abituati non soltanto ai contenuti, ma anche al suono, si lasciano prendere dal suono e commettono spesso un errore, criticando canzoni bellissime, ma che hanno una sonorità che non gli appartiene più. Allora le abbiamo restaurate, le abbiamo rese sonore, senza assolutamente tradire le canzoni e la voce meravigliosa di Giorgio Gaber, facendo quello che è il parallelo dell’operazione che si fa in pittura su quei quadri del ’500 anneriti, che poi tornano allo splendore dei colori” ha spiegato Fossati.

Un’operazione pensata quindi per avvicinare la fascia di giovani attorno ai vent’anni alla geniale produzione del signor G,ma senza spaventarli e disorientarli con la classica mattonella da cinquanta tracce. “Se dobbiamo raccontare ai ragazzi chi è Giorgio Gaber lo facciamo con un’opera monumentale? No, lo dobbiamo fare con quattordici canzoni, che in maniera anche abbastanza spericolata vanno dal 1958 di “Ciao ti dirò” fino a “L’illogica allegria”. Spericolata, perché vuol dire saltare molto, ma l’idea era di fare qualcosa che si possa portare in tasca, una cosa piccola a cui affezionarsi e portare con sé”, ha spiegato Fossati. “Inoltre, volevo cercare di saldare il Gaber della prima maniera con quello del Teatro-Canzone, perché molta gente è convinta che ce ne siano due, mentre io sono convinto che abbiamo un grandissimo artista, ancora da conoscere e capire fino in fondo. Uno che dal 1958 è partito già con tutta la sua intelligenza, con tutto il suo talento e l’ha portato fino all’ultimo giorno, ma Gaber è uno solo e proverò a dimostrarlo con questo lavoro”.

Attualissimo è anche l’inedito “Le donne di ora”, un pezzo aggiuntosi in coda al progetto iniziale, ma che è un po’ l’anima della tracklist pensata da Fossati. “Improvvisamente, mentre stavamo scegliendo le canzoni, salta fuori un inedito. Potete immaginarvi la fortuna di trovare un inedito di Gaber? “Le donne di ora”, un pezzo tralasciato, non finito, con appena un basso, una batteria e una chitarra classica. Una canzone bellissima, ma perché lasciarla così? Dalia, poi, mi ha detto che Giorgio la pensava come un singolo e questo mi ha dato la forza di superare il dubbio e di capire i motivi per cui l’aveva lasciata fuori dal suo ultimo disco. Credo che per motivi di arrangiamento, velocità e anche di fretta, perché il disco doveva essere finito, non fosse venuta come voleva lui. Ci abbiamo lavorato sopra, il resto della band l’ho fatto io, chiedendomi che tipo di suono sarebbe piaciuto a Gaber e mi è venuto in mente Van Morrison, quel suono ruvido e generoso di band costruito attorno a un artista importante”, ha raccontato Fossati, con lo stesso entusiasmo che l’ha portato a elaborare già una scaletta per un papabile secondo capitolo dell’operazione.

Tracklist:

  1. Le donne di ora
  2. Ciao ti dirò
  3. Non arrossire
  4. La ballata del Cerutti
  5. Le strade di notte
  6. Porta Romana
  7. Le nostre serate
  8. Te lo leggo negli occhi
  9. Chissà dove te ne vai
  10. Com’è bella la città
  11. Ora che non son più innamorato
  12. Il conformista
  13. Quando sarò capace d’amare
  14. Si può
  15. L’illogica allegria

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