Joan Thiele presenta Tango: “Questo disco nato dal dolore mi ha guarita”

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Due anni fa con l’uscita dell’omonimo EP Joan Thiele iniziava a far parlare di sé come di una delle promesse della musica italiana. Da allora la giovane cantautrice di padre svizzero-colombiano e di madre napoletana, ma di casa a Desenzano, è cresciuta alla velocità della luce, come testimonia l’atteso disco d’esordio: “Tango”.

Fuori oggi, venerdì 15 giugno 2018, solo in formato digitale, l’album è uno di quelli da ascoltare dall’inizio alla fine, lasciandosi avvolgere dalla ricchezza dei suoi paesaggi sonori. Un viaggio nella dualità, che è fattore genetico per Joan e che qui si esprime nell’accostamento e nella fusione di elementi contrastanti: Nord e Sud, Colombia e Europa, il padre e la madre, ritmiche tribali ed elementi acustici, che intrecciati all’elettronica e a suggestioni british tropicalizzate danno vita a un sound eterogeneo e del tutto personale.

Registrato nel Red Bull Music Studio e prodotto da Joan con gli Etna, “Tango” è un album ricco di suggestioni e duplici significati già a partire dal titolo, un riferimento più che al ballo argentino, all’etimologia latina della parola e alle sue molteplici definizioni: emozionare, toccare, commuovere, ammaliare, sedurre. Undici canzoni, anticipate dai singoli “Armenia”, “Fire” e “Polite”, nate dal dolore e sublimate in un percorso catartico da Joan, arrivata con questo disco a una nuova consapevolezza di sé.

Ho iniziato ascrivere quest’album due anni fa in Colombia ad Armenia, che è una città vicino a Bogotà, dove vive mio padre con suo fratello gemello. È stato un viaggio molto forte per me, perché sono andata a trovarli in un periodo difficile, in cui mio padre stava molto male e quindi è stato un viaggio, che mi ha portata ad affrontare le mie paure e la vita per quello che era in quel momento. È stato molto importante per me, perché c’è stato un momento, in cui mi sono completamente liberata, sono finalmente riuscita a esprimere tutto quello che avevo dentro e le canzoni hanno cominciato a nascere. Lavorando a questo disco ho sentito un cambiamento avvenire giorno dopo giorno dentro di me e oggi mi sento molto cresciuta”, ha raccontato oggi Joan in conferenza stampa a Milano.

In questo lavoro c’è tanto della sua infanzia in Colombia, delle persone, dei luoghi e delle memorie dove ritrovare un contatto con se stessa, persone come lo zio, che ha ispirato “Blue Tiger” e posti che risuonano nel testo in spagnolo di “Azul”, una novità per lei che ha sempre scritto in inglese, o nelle parole di “Mountain of Love” e “Cocora”, “una poesia che ho scritto mentre ero in Colombia e Cocora è la montagna che sta di fronte alla casa di mio padre e mio zio. Ho immaginato di essere una bambina e di avere qualcuno, forse i miei genitori, che mi raccontasse in questa poesia quello che poteva essere “Tango” e quello che poteva significare emozionarsi. Quando parlo dei due corpi che si uniscono, parlo proprio di questo, del riuscire a comunicare, una cosa che non è sempre facile, neanche con se stessi, a volte non si riesce a comprendersi, ad avere il contatto con sé e per me “Tango” significa avere passione non solo per gli altri, ma anche per te stesso e per quello che fai”.

Di passione per quello che fa Joan Thiele ne ha da vendere e “Tango” è un lavoro che trasuda urgenza, un disco onesto, in cui nulla è lasciato al caso e ogni elemento è, alla fine, esattamente dove doveva essere. “Quello che sentivo scrivevo e anche la produzione è stata diversa su ogni brano, visto che ogni canzone voleva raccontare qualcosa di diverso”, ha spiegato la cantautrice. “Il suono segue sempre le parole e, a mio avviso, è interessante che la produzione sia una conseguenza o nasca insieme alle parole e al messaggio di un brano”.

Un risultato raggiunto grazie alla mentalità cooperativa con cui Joan vive la musica, alla sua propensione a circondarsi di collaboratori che siano prima di tutto amici con cui condividere un percorso e una visione, come Kadija Kamara cara amica e coautrice di “Polite”, Matthew Margolin che ha contribuito con alcuni versi all’intima opening track “Blue Tiger” o Dardust coautore di “Underwater”. E poi ancora un pezzo di famiglia, il fratello Giovanni (aka Giopositivo), che ha realizzato la cover di “Tango, così come quella dell’EP d’esordio, “un piccolo genio della grafica, ha 19 anni ed è la persona più importante della mia vita. Abbiamo padri diversi, ma è una cosa che non abbiamo mai sentito”, confessa Joan, che per la cover voleva un immagine forte, quasi un logo, ottenuto, ancora una volta con un contrasto di colori – blu e rosso, caldo e freddo – e una foto che alludendo al tango, la ritrae quasi come uscisse da un fiore, un papavero.

Potrebbe essere che la troviate sulle copie fisiche, magari in vinile, che dovrebbero venire stampate e vendute solo al banchetto del merchandising ai live del tour al via domani e che Joan sta preparando in due set diversi, uno come solo artist, con chitarra, controller, tastiera e l’altro insieme alla sua band, gli Etna.

Tour estivo 2018:

Sabato 16 giugno – Formigne (MO) – Moninga Festival;
Domenica 17 giugno – Correggio (RE) – Garten;
Venerdì 22 giugno – Bologna – Botanique;
Sabato 23 giugno – Milano – I-Days;
Domenica 24 giugno – Vicenza – Lumen Fest;
Sabato 30 giugno – Apecchio (PU) – Portico del Palazzo Rinascimentale;
Venerdì 06 luglio – Cremona – Tanta Robba Festival;
Giovedì 12 luglio – Olgiate Olona (VA) – Idea Village Resort – Zero Summer Club;
Venerdì 13 luglio – Arezzo – Mengo Music Festival;
Lunedì 16 luglio – Senigallia (AN) – Deejay X Masters;
Giovedì 19 luglio – Vialfré (TO) – Apolide Festival;
Venerdì 20 luglio – Reggio Emilia – Piazza;
Sabato 21 luglio – Mantova – Arci Festa @ Piazza Te;
Sabato 11 agosto – Budapest (Ungheria) – SZIGET Festival;
Sabato 18 agosto – Sant’Elpidio a Mare (FM) – May Day Festival;
Sabato 25 agosto – Civitella del Tronto (TE) – Paesaggi Sonori @ Fortezza Flavia;
Domenica 02 settembre – Treviso – Home Festival;
Mercoledì 05 settembre – Padova – Rise Festival;
Sabato 08 settembre – Milano – Big Up ! @ Mare Culturale Urbano.

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