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Intervista a YaMatt, in occasione dell’uscita del video del suo ultimo singolo Desideri

yamatt intervista desideri

Matteo Filippo Galvani, in arte YaMatt, nasce a Magenta nel 1997, studia al Liceo Artistico Multimediale alle Orsoline di San Carlo a Milano. Nel 2013 fonda la band Mad&Bros dove, oltre a scrivere e suonare, produce in prima persona il primo video della band e ha modo di sperimentare le sue abilità di videomaker. Tre anni dopo vive la sua prima esperienza come assistente alla regia per la società di produzione YouNuts! sui set dei videoclip di Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Salmo, Elio e le Storie Tese, Clementino, Thegiornalisti, Gemitaiz, Nitro Jovanotti. Nel 2017 ha preso parte, in veste di attore, alle riprese del videoclip di Fenomeno” di Fabri Fibra. Nel 2018 avvia la sua carriera da solista con lo pseudonimo di YaMatt e pubblica tre brani: Selvaggi”, Leone” e “Fuorilegge” di cui, oltre che autore è anche regista dei relativi videoclip. Nel 2019 Virgin Records si interessa al suo talento e firma il giovane rapper creativo e videomaker.

Oggi è uscito il video di “Desideri”, il suo ultimo singolo scritto interamente da lui e prodotto da Riccardo Sciré (già al fianco di Elettra Lamborghini ed Elodie).

 Matteo Filippo Galvani, in arte YaMatt, quello che si potrebbe definire un giovane veterano. Non è facile trovare un ragazzo della tua età con un percorso così variegato e professionale. Cosa pensi rivedendo questi 7 anni?
Che in certi periodi di questi 7 anni avrei potuto fare ancora di più, invece mi fumavo troppe canne.

Hai avuto una band, hai recitato in una serie, collaborato con due dei video maker più cool del momento, e ora stai avviando una promettente carriera solista. Una domanda mi sorge spontanea: non ti era chiaro fin da subito che il tuo posto non era in un talent come “Amici” non fosse il posto giusto per te?
Certo mi era molto chiaro, ma non avendo mai avuto la classica “compagnia” di 30 persone del quartiere a spingere le mie canzoni avevo bisogno di soldi per ottenere del seguito, e per ottenere dei soldi avevo bisogno di un contratto, per avere il contratto però avevo bisogno dei numeri, è un circolo vizioso. I numeri se non hai una cumpa e non hai soldi li fai con i talent. Almeno questo è quello che ho pensato io.

Nella tua formazione il cinema sembra assumere un ruolo importantissimo. Le citazioni nei tuoi testi e nei tuoi video vanno da “Il mignolo col Prof” (se non mi sbaglio) a “Paura e Delirio a Las Vegas”. Come nasce questa passione e come e quando comincia ad intersecarsi con quella per la musica?
Sono sempre stato un appassionato di film, ne ho guardati tantissimi, fin da piccolo sentivo di vivere la vita dei protagonisti, provavo grande empatia e sentivo che mi ampliava la mente. Film come Fight Club, Trainspotting, Magnolia, Il Petroliere, I Tenembaum, mi hanno davvero cambiato l’adolescenza. Per questo ho deciso di studiare cinema già al liceo. Dalla prima canzone che ho scritto ho provato a girare il video, il resto è arrivato da solo. 

Nel tuo penultimo singolo, Nikes, ho rintracciato una frase che mi ha molto colpito: “la conoscenza come cura dai mali del mondo causati dall’emozione”. È una frase molto forte e profonda che conferma ancora di più la tua prematura maturità. Posso chiederti cosa ti ha portato ad usare un’espressione così forte?
Non parlo di conoscenza didattica, ma di conoscenza esperienziale. Lo studio aiuta, ma non porta alla conclusione che tutti siamo uno, noi siamo l’universo e il pianeta terra, l’universo è in noi e noi siamo parte della terra. La coscienza si sviluppa solo quando uno riesce ad accedere a questo tipo di pensieri tramite esperienze personali, che lo portano a riflettere sul senso della vita, a quel punto bisogna superare la barriera dell’emozione che spesso ci controlla e ci
Porta ad agire fuori dal nostro reale volere, l’intelletto è la via della luce. Nella maggior parte delle culture religiose, filosofiche, ed esoteriche questa è la conclusione, che poi diventa un punto di inizio, una nuova vita. È il messaggio di grandi profeti come Buddha o anche Cristo. Non essere succube delle tue emozioni. 

Spesso sento argomentare i miei colleghi sul luogo comune che la musica moderna della tua generazione si risolva in assenza di contenuti e si perda in una biforcazione che pare portare solo a rap e indie. Secondo te cos’è che sfugge ai “vecchi” della complessità di contenuti che si celano dietro molte nuove leve?
Credo sia solo un po’ di nostalgia. Penso sia normale. Tutto è in continuo mutamento, sempre parlando di emozione, quando c’è un attaccamento a qualcosa di materiale che ci ha fatto emozionare è difficile accettare che sia giunta la sua fine. 

Hai più volte affermato che mai rifaresti l’esperienza di un talent. Mai come in questo caso, data la tua età e la tua esperienza, mi sento di chiederti di regalare un consiglio serio per i tuoi coetanei su come affrontare i propri sogni e tentare di realizzarli.
Valutate di cosa avete realmente bisogno, la fama del talent è passeggera, quel pubblico non è lì per vedere voi, è lì per vedere il programma.

Se dovessi dirlo usando solo tre parole, quali sceglieresti per descrivere il ruolo della Musica nella tua vita? Cosa rappresenta la musica per te?
Intuizione, Amore, Frustrazione. Rappresenta un messaggio che vorrei fare arrivare, ma per come funziona il mercato mi sembra di lanciare una bottiglia in mare e sperare che arrivi da qualche parte.

Ormai il numero dei tuoi singoli ha raggiunto il numero quasi sufficienti per un EP. Ti fermerai già ad affrontare questa prima tappa o stai per regalarci un album intero?
Continuerò a singoli per sempre se necessario. Quando ci sarà il giusto seguito sfornerò un album. 

Hai mai pensato di realizzare un concept album narrato in una serie di video clip legati tra loro?
Assolutamente si, vorrei realizzare una specie di serie tv con i videoclip, ma servono sempre i soldiiiii, anche pochi, ma servono. 

E invece ti cimenteresti in un lungometraggio?
Certo che si, ma per ora vorrei fare un documentario d’inchiesta sui neet, niente narrativa ancora.

Quali sono i tre album che più hanno segnato la tua vita e che mai potrebbero mancare nella tua collezione?
Red Hot Chili Peppers – Californication, Nirvana – Nevermind, Kanye West – The Life Of Pablo  

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