Intervista agli You Me At Six, presto in Italia con i Biffy Clyro: “Vi conquisteremo”

you-me-at-six-2017-intervista

Gli You Me At Six, combo britannico giunto ormai al quinto capitolo discografico con la recente uscita di “Night People” (Infectious Music), saranno il prestigioso opening act nei prossimi due concerti dei Biffy Clyro in Italia. A Torino e a Rimini, rispettivamente il 17 e il 18 luglio, i ragazzi provenienti da Weybridge avranno l’occasione di conquistare il pubblico del trio scozzese.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Josh Franceschi e soci, dalla quale è emerso il profondo rispetto per i propri fan, l’ammirevole dedizione per il lavoro più bello che esista e le grandi aspettative per i loro prossimi live nel nostro Paese.

Il vostro nuovo album “Night People” si sta rivelando un altro gran successo. Questa potrebbe essere la vera svolta nella vostra carriera? Del tipo “bene, Cavalier Youth non era l’eccezione, stiamo di nuovo scalando le classifiche”.

Non proprio, nel senso che in generale non ci aspettiamo mai nulla in particolare, siamo solo davvero felici di poter fare musica, la musica che tutti noi amiamo. Il fatto che alla gente in giro per il mondo piaccia e che sempre più persone abbiano la possibilità e la voglia di ascoltarla rende tutto ancora più bello. Crediamo che sia questo il potere della musica.

Cos’ha significato per voi lavorare con un produttore premiato ai Grammy come Jacquire King?

Lavorare con Jacquire King è stata un’esperienza incredibile. La sua squadra è fantastica e dare vita a questo disco con loro è stato anche estremamente divertente. Senza dubbio si è trattato di un lavoro totalmente diverso rispetto a quanto fatto in precedenza nella nostra carriera. Abbiamo mischiato le carte in tavola. Per esempio l’album è stato registrato perlopiù in presa diretta, a parte alcune sovraincisioni. Lo studio di registrazione, oltretutto, era eccezionale! Avevamo un sacco di opzioni, molti strumenti a disposizione e l’opportunità di tirare fuori tante idee diverse. Ecco cos’ha significato: lavorare ad un livello successivo.

Qual è la vostra idea circa la pubblicazione di full-length, in un momento storico in cui esibirsi dal vivo sembra essere tutto ciò che conta per farcela? Ormai gli album vengono spesso creati come puri pretesti per partire in tour. Questo mi rende molto triste. E a voi?

Noi non siamo assolutamente d’accordo con questo approccio, ma dipende sempre da come un artista vuole considerare la propria musica. C’è chi vuole creare dell’arte per il puro piacere di farlo, senza pensare al tour, e chi invece non fa altro che produrre musica per avere la possibilità di stare sempre su un palco. Per noi è senza dubbio un modo unico e fondamentale di esprimere noi stessi. Abbiamo bisogno di creare musica. Ma questo non preclude la parte divertente e utile per il nostro lavoro, che include l’essere degli intrattenitori sul palco. Ci divertiamo molto nel fare ciò che amiamo fare, questa è la prospettiva migliore che potremmo avere.

A tal proposito, ci sono alcune band – come i 30 Seconds To Mars, che conoscete molto bene (sono stati un loro gruppo spalla, ndr) – che stanno considerando l’idea di smettere di fare dischi e continuare a pubblicare esclusivamente singoli. D’altro canto, però, è innegabile che il business dei vinili stia tornando in vita. C’è persino chi ha ricominciato a vendere le mitiche cassette. Cosa ne pensate? Credete che i dischi rischino di diventare solo prodotti per collezionisti?

Difficile dare un giudizio lucido. Alcune persone vogliono solo ascoltare i singoli, questo è vero, ma fortunatamente sono ancora in tanto ad amare gli album, aldilà dell’acquisto fisico o dell’ascolto in streaming. Per noi, come band, i dischi sono ancora molto importanti in quanto parte del nostro DNA. Questo ci ricollega al discorso di prima sull’aspetto artistico del fare musica. Allo stesso tempo siamo attratti dall’idea di seguire l’innovazione e fare qualcosa di diverso, come quello che dici. Chi può saperlo? Diciamo che in futuro potremmo alternare le cose e rendere così tutti felici.

Per fortuna per adesso il vostro pubblico sembra apprezzare sempre di più i vostri lavori. Immagino che realizzare quanto la vostra fanbase sia devota sia stato uno dei punti cardine del vostro percorso. Rendersi conto di contare davvero qualcosa per chi vi ascolta. Vedere tutto ciò come una grossa (e crescente) responsabilità o siete ancora nella fase del “sogno che diventà realtà”?

Siamo estremamente fortunati ad avere i fan che abbiamo. A loro dobbiamo tutto. Ci hanno sempre supportato e hanno reso la nostra passione il nostro lavoro, sostenendoci con costanza. In tal senso sentiamo il dovere di continuare a scrivere la musica che apprezzano e augurarci che continuino a crescere ed evolversi con noi.

Quasi dieci anni da quando il vostro primo disco – Take Off Your Colours – è uscito e la vostra line-up non è mai cambiata. Poche band sono ancora in grado di rimanere compatte nel corso degli anni. Qual è il vostro collante?

Beh, sicuramente aiuta il fatto che siamo sostanzialmente un gruppo di veri amici, fratelli. E lo siamo sempre stati, sin dall’inizio. Nessuna stronzata tra di noi. Parliamo di tutto e questo rende salutare il nostro rapporto. Un segreto però può essere quello di assicurarsi che ci sia sempre un’equa divisione di tutto: nessuna differenza tra noi. Siamo una band, siamo amici e siamo uniti.

Dici niente. Bravi! Un’altra band unita e compatta fin dall’inizio sono i Biffy Clyro, che state seguendo in tour. Aprirete i loro concerti anche qui in Italia e immagino sappiate che ad ogni loro passaggio pongono l’asticella sempre più in alto. Questo può essere un incentivo per voi? Qualcosa che vi porti a spingervi ancora oltre?

Oh sì, i Biffy sono una band straordinaria e i loro show continuano a stupire. Fortunatamente noi possiamo fare lo stesso quando verremo in Italia e suonare con loro può quindi diventare l’occasione perfetta per mostrarvi cosa siamo capaci di fare. Suonare davanti ad un pubblico che ancora non ci conosce è sempre una bella sfida. Vogliamo che i fan italiani dei Biffy tornino a casa da questi due concerti come nuovi fan italiani degli You Me At Six. Vi conquisteremo.

Sono certo che ci riuscirete. A proposito di obiettivi: ora che nel Regno Unito siete entrati di diritto nella lega dei campioni, ne avete già posti di nuovi?

I nostri obiettivi cambiano sempre, sono sempre in movimento, ma in questo momento la nostra priorità è assolutamente diventare un nome ancora più grosso nei festival internazionali. Salire nei cartelloni, per intenderci. Questo ci permetterà di crescere ancora e portare la nostra musica in tutto il mondo.

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.