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Younuts, intervista alla coppia d’oro dei videoclips al loro primo lungometraggio, Sotto il sole di Riccione per Netflix

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Abbiamo conosciuto gli Younuts, al secolo Niccolò Celaia e Antonio Usbergo classe 1986, ovvero il genio creativo che si nasconde dietro alla maggior parte dei videoclip italiani degli ultimi anni. Tra le loro collaborazioni più importanti musicisti di grande fama come ad esempio Jovanotti, Achille Lauro, The Giornalisti, Marco Mengoni, Marracash, Salmo, Nitro e chi più ne ha più ne metta. ecc. e collaborano insieme da oltre 10 anni.

Due ragazzi semplicissimi, modesti e meticolosi, entrambi accomunati dalle medesime passioni che sono la regia e la musica.

Il loro incontro è avvenuto per caso sul set di un famoso spot per la TIM, e da lì il resto è storia.

Ora finalmente sono passati alla ribalta del grande pubblico per aver diretto uno dei titoli di maggior successo della filmoteca di Netflix: Sotto il sole di Riccione.

Una storia classica di amore estivo tra giovanissimi con la stagione estiva e le note spiagge di Riccione a far da sfondo. L’amore tra giovani nel caldo delle vacanze estive è un evergreen che non tramonta mai, dai tempi di film scanzonati come Sapore di Mare, di qui il nostro ne è un involontario erede: Enrico Vanzina alla regia e Isabella Ferrari qui nei panni di una mamma con ancora la voglia di sentirsi viva.

Il titolo riporta alla colonna sonora del film e ai tormentoni dei Thegiornalisti e Tommaso Paradiso (ai tempi delle riprese non ancora sciolti).
Che segni la rinascita dei musicarelli di Gianni Morandi? Lo scopriremo solo vivendo.

In fondo chi di voi non ha rimpianto almeno una volta quell’amore estivo che ci ha fatto fare un mare di cazzate a quindic’anni?

Nicolò Celania e Antonio Usbergo in arte Younuts, ovvero il brand attualmente più richiesto per la realizzazione di videoclip di successo. Ora siete approdati al lungometraggio con “Sotto il solo di Riccione”, il film che sta spopolando su Netflix e che trae inspirazione dalle canzoni di Tommaso Paradiso. Ve lo aspettavate tutto questo successo o pensavate di non riuscire a traghettare la vostra fama sul lungometraggio?
Eh bella domanda. Non è che facciamo tanti pensieri sul dopo, cerchiamo sempre di stare molto sul presente cercando di fare il meglio possibile ovviamente, quindi non avevamo delle aspettative precise riguardo questo progetto. Abbiamo cercato di metterci tutto quello che potevamo, di dare il massimo e l’abbiamo fatto perché comunque era un set non facilissimo e, ovviamente, era la prima volta che ci cimentavamo con un lungometraggio. Non sappiamo dire se il prodotto finale sia ottimo, ma siamo convinti di aver centrato il target a cui un prodotto del genere era rivolto.

Io sono un grande fan dei vostri videoclip e so il livello di perfezionismo che mettete nel fare le cose. Da questa esperienza c’è qualcosa che prendereste come lezione da non rifare o a cui prestare più attenzione per una prossima volta?
Diciamo che secondo noi ogni cosa si può fare meglio di come la si è già fatta. Per quanto riguarda questo film qualsiasi campo, dai costumi alla regia alla sceneggiatura, con il senno di poi, si sarebbe potuta fare meglio, anche se credo che abbiamo dato il massimo di quello che potevamo fare con le nostre attuali competenze.
Hai ragione tu, siamo molto puntigliosi e sicuramente cercheremo di migliorarci in tutti i sensi, ma siamo anche molto soddisfatti del risultato finale e non credo ci sia qualcosa che sia venuta del tutto male.

Sicuramente uno degli aspetti che, credo, cambi di più dal registro del videoclip è il ruolo dell’attore e il vostro grado di interazione con chi recita. Nel videoclip spesso basta solo una persona molto espressiva perché non c’è il parlato, mentre nel caso di un film bisogna selezionare degli interpreti che impersonino il ruolo sia fisicamente che tecnicamente.
Infatti la prima cosa che abbiamo pensato quando ci hanno affidato questo film è stata quella di essere molto meticolosi e selettivi nei casting. Abbiamo cercato di prendere il meglio degli attori che avevamo a disposizione e loro sono stati tutti bravissimi.

La scelta di Isabella Ferrari è stata azzeccatissima. Sembra quasi un simbolico passaggio di consegne alle nuove generazioni dopo il suo ruolo di teenager innamorata in Sapore di Mare.
In realtà non è stata una scelta voluta quindi la citazione non è così costruita. Noi volevamo un’attrice bravissima per quel ruolo e abbiamo prima pensato ad Isabella e dopo ci siamo resi conto della correlazione tra il suo ruolo di madre ora, rispetto a quella di figlia nel 1983.

Vi siete mai confrontati con lei in merito a questo?
Quando le hanno presentato il progetto le è piaciuto subito, poi l’ha chiamata Enrico (Vanzina) in persona e quindi ha accettato subito soprattutto perché appunto il fratello l’aveva diretta proprio in Sapore di Mare ed è rimasta subito contenta. Ovviamente credo che lei si sia rivista molto nel ruolo che in Sotto Il Sole di Riccione viene interpretato da Ludovica Martino. Credo sia stato per lei come un tuffo nel passato.

Mi sembra di aver capito che questa esperienza non sarà un episodio isolato, da come ne parlate.
Vogliamo continuare a fare cinema per sempre

Io ve lo auguro. Vorreste continuare a cimentarvi su questo genere musicale o anche spaziare verso altre tipologie di scrittura?
A dire la verità in base ai nostri gusti siamo sempre un po’ restii alla commedia. Ci è sempre piaciuta roba un po’ più cruda e il lungometraggio sicuramente ci offre il modo di sperimentarla al meglio. Staremo a vedere.

In effetti chi ama e vi conosce per lo stile dei vostri videoclip sarà rimasto un po’ stranito dai cuoricini di Sotto il sole di Riccione.
Sì però è bello sperimentare cose nuovi linguaggi anche se non ti appartengono del tutto. Noi poi siamo consumatori della commedia, siamo superfan, siamo cresciuti con questo tipo di film e ci piacciono ancora

Parlando ora del campo che più vi compete, i videoclip, quando avete cominciato vi aspettavate, non solo di diventare così bravi, ma di stabilire addirittura un trend per tutti gli altri?
No, non che non fossimo consapevoli dei nostri mezzi. Però ovviamente è difficile sempre emergere purtroppo. Noi siamo stati bravi e fortunati perché ci vuole sempre un pizzico di fortuna in tutto ciò.

Sicuramente avrete avuto delle coincidenze fortuite, ma nel vostro ambito il successo deriva anche dal non lasciarsi influenzare da quello che già si vede e capire la scelta stilistica che andrà per la maggiore domani. Qui voi avete talento, non fortuna.
È una cosa a cui non pensi perché pensi soprattutto a fare quello che ti piace. Metti il tuo gusto in un video, delle immagini e poi è casuale che quel gusto là magari per fortuna diventa quello che piace a tutti. Non c’è un calcolo dietro. Noi abbiamo fatto semplicemente quello che c’è sempre piaciuto, cioè di portare un immaginario cinematografico in un videoclip perché volevamo farlo, perché ci piaceva fare la mini storia invece dei playback di un’artista e basta. Ci siamo divertiti a farlo e poi per fortuna questa cosa ha trovato riscontro.

Se vi dessero la possibilità di girare il video di un cantante straniero, chi scegliereste?
Eminem, senza ombra di dubbio.

Cosa rappresenta la musica nella vostra vita, in tre parole?
Presente, nel senso che c’è sempre; profonda e vita.

Quali sono i tre album che mai potrebbero mancare nella vostra collezione?
Nicolò. Io ho Dr. Dre “2001”, due dei Queen “Queen 1” e “Queen 2”, Snoop Dog “Doggie Style”.
Antonio. Fatboy Slim “You have come a long way baby”, 883 “Nord Sud Ovest Est”, Eminem “Eminem Show”

Potete anticiparci qualcosa dei vostri progetti futuri?
Usciranno dei video musicali che abbiamo girato in questo periodo. In quest’ultimo mese ne abbiamo girati un po’. E poi abbiamo una collaborazione con un vero big della musica italiana con il quale non abbiamo mai collaborato prima. Ma per saperne di più dovete aspettare.

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