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King Of The Delta Blues Singer

- 19xx - Blues

Quando uscì l’edizione originale di questo disco, l’11 settembre del 1961, non si sapeva neppure che volto avesse Robert Johnson, tanto che l’illustrazione di copertina mostra il disegno di un anonimo bluesman; solo negli anni successivi si scoprirono ‘ben’ tre foto del Nostro. Ancora oggi, e nonostante le meticolose ricerche di studiosi quali Mack McCormick e Alan Lomax, gran parte della vita di uno dei più grandi musicisti degli ultimi cent’anni rimane avvolta nel mistero: pare fosse nato l’8 maggio del 1911 in un paesino del Mississippi, e nel corso della sua esistenza avesse vagabondato per il sud degli States prima di essere ucciso per avvelenamento da un marito geloso il 16 agosto del 1938, a soli 27 anni. Anche l’età della morte, oltre alle varie leggende che lo volevano protagonista di un “patto col diavolo” stipulato per acquisire una straordinaria abilità nel suonare la chitarra, ha contribuito a creare il mito di Johnson, visto da alcuni come una sorta di figura messianica, anticipatore con almeno vent’anni d’anticipo della “rockstar maledetta”. Forze soprannaturali a parte, è indubbio che l’influenza dell’artista sia stata spaventosa. Prima fra i pochissimi bluesmen che erano a conoscenza del suo irriproducibile talento e del suo altrettanto originale repertorio; con il solo ausilio di voce e chitarra Robert marchiò a fuoco il nascente blues elettrico, pur provenendo dalla tradizione rurale: “If I Had Possession Over Judgement Day” e “Stones In My Passway”, ad esempio, contengono già molto del Muddy Waters degli anni Cinquanta. Dopo, all’indomani dell’uscita del qui presente LP, la febbre per Robert Johnson si diffuse in ogni luogo, e dal british blues degli Yardbirds all’hard rock dei Led Zeppelin i suoi riff vennero saccheggiati a man bassa. “Cross Road Blues”, “Terraplane Blues”, “Me And The Devil Blues”, “Travelling Riverside Blues” (è da questa che gli Zeppelin hanno estratto la frase “You can squeeze my lemon till the juice runs down my leg”), “Preaching Blues”: ad ascoltarle si comprendono le ragioni del mito.

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