Music Attitude
STORIA DELLA MUSICA - I MIGLIORI DISCHI
1983-billy-idol-di-nicola-lucchetta

Accadde in quell'Anno

In Italia, le elezioni anticipate vedono il crollo della DC, che comunque mantiene la maggioranza relativa, la tenuta del PCI e l’avanzata del PSI. Proprio da questo partito proviene il nuovo Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, figura che segnerà gli anni Ottanta del nostro paese. Insieme alla nascita del primo governo a guida socialista, il fatto più importante del 1983 italiano è la messa in onda della prima stagione di “Drive In“, varietà comico che riscuoterà enorme successo lungo tutta la decade, tanto da venir rinnovato fino al 1988. Andrà in onda su Italia 1, uno dei tre canali televisivi di Silvio Berlusconi; da qui l’inizio della penetrazione nel subconscio degli italiani da parte dei programmi del sopracitato.

Intanto, all’estero, l’Argentina ritrova la democrazia e si manifestano le ultime, gravi tensioni della Guerra Fredda fra USA e URSS, prima dell’avvento di Mikhail Gorbaciov e della perestrojka. Cambiando completamente argomento e soffermandosi sulla situazione musicale della penisola, si nota che i grandi nomi a imporsi nei primi piani delle classifiche sono quasi gli stessi; quel quasi è dovuto a Vasco Rossi, che con “Bollicine” raggiunge il grandissimo successo di pubblico e lo status di rockstar, almeno entro i confini dello stivale. Il contraltare del Blasco lo rappresentano i Righeira, punta dell’iceberg del fenomeno italo – disco; dureranno un paio di estati. Il Festival di Sanremo viene vinto da Tiziana Rivale con il brano “Sarà quel che sarà”, ma la canzone più famosa di quell’edizione la canterà Toto Cutugno: “L’italiano” è celebre ancora oggi, persino all’estero. Intanto il rock indipendente e underground si rafforza: se l’anno precedente aveva visto l’ingresso dell’heavy metal dei Vanadium, il 1983 è testimone del primo LP dei Raw Power, che con “You Are The Victim” immortalano su 33 giri la prima release hardcore punk nostrana. E la scena new wave fiorentina è pronta a esplodere, cosa che farà nel biennio successivo.

Nel mondo “Thriller” di Michael Jackson vende ancora come il pane, ma le più grosse affermazioni mainstream le mettono a segno Culture Club, Cyndi Lauper, Eurhythmics, Police e Spandau Ballet; in ambito pop metal/hard rock sono i Def Leppard e gli ZZ Top a infiammare il pubblico, con il primo Billy Idol solista nel ruolo di jolly. Discorso a parte per gli U2: “War” non sarà certo ricordato per essere il loro best – seller, ma nello stile più maturo già s’intravedono i bagliori di una carriera colossale. Sono, però, 12 mesi importanti soprattutto per le correnti più o meno sotterranee della musica giovane. Infatti, il debut album dei R.E.M. e quello dei Violent Femmes annunciano a tutti che qualcosa sta per cambiare, e che l’invasione post – punk volge al termine, iniziando a lasciar spazio al nascente alternative rock. L’83 è un momento fondamentale anche per il metal, che esplode negli States in due varianti: da una parte la violenza iperveloce del thrash con “Kill’Em All”, il primo disco dei Metallica (ma debuttano pure gli Slayer con “Show No Mercy”); dall’altra, la voglia di far casino unita all’ambizione di azzeccare il gancio melodico giusto insita nel glam dei Motley Crue, il cui “Shout At The Devil” è ancora piuttosto violento ma spianerà la strada per decine di band.

L’hardcore punk di prima generazione, prima di cambiar forma e sostanza, fa registrare ancora le opere prime di Social Distortion e Suicidal Tendencies, tuttavia i dischi più estremi dell’annata sono quelli di Swans, Sonic Youth ed Einstürzende Neubauten. In ambito rap/hip hop, la Old School sta per volgere al termine. Con il debutto dei Run-D.M.C. ha inizio una nuova era, o meglio ‘scuola’, per il genere. Si tratta di una fase caratterizzata da pezzi più brevi e aggressivi, ideali per le radio, e contenuti in veri e propri LP (s’interrompe la produzione di singole tracce e il disco in rima diventerà ben presto un appuntamento fisso per il pubblico mainstream). Tra le altre novità, i giovani Beastie Boys decidono di passare dal punk al rap. Una svolta decisiva per il trio newyorkese.

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