Music Attitude

Gli Editors infiammano Milano e fanno due su due

editors-foto-report-concerto-milano-12-febbraio-2020

Ho sempre pensato che la pubblicazione di un “Best Of” corrisponda, per certi versi, al desiderio della band di tirare le somme del proprio percorso sino a quel momento. È avvenuto anche per gli Editors che, dopo quasi vent’anni di carriera, decollata da Stafford nel 2005, hanno radunato i loro successi in “Black Gold”, presentato il 25 ottobre scorso e contenente, inoltre, tre inediti. Sebbene il risultato di questa addizione possa essere confermato dalla prova del nove di estremo talento e qualità musicale, nulla è dato per scontato dal gruppo che, dagli esordi, ha riscosso maggior successo fuori patria. Ne è dimostrazione il ringraziamento ai fan, in calce al booklet della raccolta: “Se la nostra band ha mai significato qualcosa per voi, anche solo per un breve periodo, se avete acquistato un biglietto o fatto una coda per un vinile, o per un selfie, se avete ballato da soli nella vostra camera mentre ci ascoltavate, se ci ascoltate per la prima volta: grazie, senza di voi saremmo soli”.

Un ringraziamento elevato a potenza e portato in scena ieri, 12 febbraio 2020, all’Alcatraz di Milano, in occasione della seconda data nella città del “Black Gold Tour”. La doppietta nella capitale lombarda non scalfisce l’affluenza degli appassionati che accolgono con grandissimo entusiasmo i protagonisti: Tom Smith e compagni avanzano nell’oscurità del palco alle 21 in punto, in perfetta puntualità britannica. Il set delle canzoni più iconiche è inaugurato dalla cassa battente di “An End As A Start” e poi via, senza sosta, con “Bullets” e “Bones” sino ai riff ammalianti di “Sugar”. Bastano pochi brani a ribadire l’incredibile potenza live degli Editors. Una maglia sonora intessuta impeccabilmente dove i fili dell’elettronica – sperimentata dal terzo album, “In The Light Of This Evening”, con l’arrivo del chitarrista Justin Lockey – si intersecano, complementari, ad un’autentica natura alternative rock. Sebbene la formazione si sia più volte definita, con un velo di autoironia, “depressive rock” e dal mood oscuro, sono proprio le luci a giocare un ruolo fondamentale a livello scenografico: “Violence” si macchia di rosso, la nuovissima “Frankenstein” prende forma tra fari verdi e le teatrali movenze del frontman, gli arrangiamenti sempre ristrutturati di “Ocean Of Night” si tingono di azzurro.

Tom Smith evidenzia ogni sfumatura della sua natura di istrionico animale da palcoscenico. Da mattatore dietro i synth in stile club su “Papillon” si trasforma in un catalizzatore di emozioni quando, in compagnia della sola chitarra acustica, esegue “No Sound But The Wind”. Gli estratti più amati della discografia si susseguono equilibrati, entusiasmando l’intero Alcatraz che, per due ore, non smette di cantare e saltare. “The Weight Of Your Love” è omaggiato dall’energia di “Ton Of Love”, “Formaldehyde” e da “Nothing”, arrivata dritta al cuore come una sorpresa inaspettata, in un’esplosiva versione elettrica. Grande spazio è riservato al primo lavoro in studio da cui sono riprese “Bullets”, “All Sparks”, “Blood” e “You Are Fading”. Sono proprio le note dell’organo e il canto corale della traccia contenuta nella special edition di “The Back Room” a chiudere il set, trasportando in una dimensione onirica, tra sacro e profano, tipica di un saluto, o meglio, di un addio.

Nell’encore, immancabile e super acclamato, si concentrano “Distance”, “The Racing Rats” e “Munich”   sino al capolavoro “Smokers Outside The Hospital Doors”, perla conclusiva e connubio assoluto del chiarore e delle tenebre celebrati dalla musica degli Editors. L’intensità baritonale di Tom ha il potere di penetrare all’interno delle pareti più recondite dell’anima, legittimandone l’esistenza, custodendole come rifugio, seppur scomodo e sofferto talvolta. Perché è lì che brucia quel fuoco identitario che richiede anche aiuto nell’accettarlo ma che non può spegnersi. Non deve spegnersi. È lì che possiamo alimentare la speranza di ricominciare quando la fiamma si affievolisce. Ed è lì che possiamo coltivare la dolce illusione che un momento totalizzante come il concerto di ieri non finisca mai, rispondendo affermativamente alla domanda “can we start this again?” che ha suggellato l’arrivederci della band.

Foto a cura di Mairo Cinquetti

Scaletta concerto Editors

An End Has a Start
Bullets
Bones
Escape the Nest
Magazine
Sugar
Upside Down
Violence
Frankenstein
Papillon
Ocean of Night
No Sound but the Wind (Tom Smith solo acoustic)
Spiders
A Ton of Love
Formaldehyde
All Sparks
Blood
Nothing
Walk the Fleet Road
You Are Fading
Encore
Distance
The Racing Rats
Munich
Smokers Outside the Hospital Doors

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.